Biografia Woody Allen

BIOGRAFIA WOODY ALLEN

Nome: Allan Stewart Konigsberg
Data di nascita: 1 Dicembre 1935
Luogo di nascita: New York, USA

Allan Stewart Konigsberg nasce a Flatbush, un rione di Brooklyn, da una famiglia ungherese medio borghese di origine ebrea. Carattere introverso, alla compagnia degli altri preferisce la solitudine della sua cameretta dove si esercita con il clarinetto dall'età di 12 anni. A 15 anni, stanco di sentirsi chiamare sempre "Red", si ribattezza Woody Allen e, sotto questo pseudonimo, comincia a scrivere battute umoristiche che invia regolarmente alle redazioni dei giornali di New York. Ben presto riesce a farsele pubblicare e a venderle agli agenti di Bob Hope, uno dei suoi attori preferiti. Da ragazzo è un vero disastro negli studi. A 16 anni decide di adottare il nome d'arte: Woody Allen. Comincia subito a far soldi (avendo così la possibilità di iscriversi all'università e poi al college di New York, dal quale si fa espellere immediatamente): prima vende le sue gags per strada - 50 a settimana a 100 dollari l'una - poi alla Nbc e ai comici televisivi.

Nel 1954 si sposa con la sedicenne Harlene Rose (si divorzia già nel 1962), ma comincia anche la terapia psicoanalitica. Dopo aver firmato molti show televisivi di successo, nei primi anni '60 esordisce come intrattenitore nei locali del Greenwich Village. Di fronte al pubblico parla di sè, della sua vita privata, del matrimonio con Harlene finito con un divorzio, dichiarandosi disponibile ad aprire un dibattito in proposito. Riscuote subito l'attenzione dei critici, che riconoscono in lui la stoffa di un grande comico. Il suo dono innato per la creazione di one-liner (battute di una sola frase) gli fa guadagnare fino a 500 dollari alla settimana: scrive sketch per lo Show of shows di Sid Caesar, come fanno anche Mel Brooks, Neil Simon e Carl Reiner. Divenuto solista di cabaret, si esibisce nelle università, alla televisione e in tournée.

Dal 1963 diventa ospite fisso di molti programmi televisivi, in particolare del The Tonight Show. L'anno seguente il produttore Charles Feldman lo vede al Blue Angel e gli affida la sceneggiatura di Ciao Pussycat (Clive Donner, 1965), film che giè rivela quelle che saranno le "ossessioni" piè ricorrenti nel suo cinema: il sesso e la psicanalisi. Accanto a Peter O'Toole e a Peters Sellers, compare per la prima volta sullo schermo nel ruolo di un paziente complicato ed insicuro. Ma nonostante il successo del film, si indigna molto per i cambiamenti apportati indiscriminatamente al testo originario tanto da arrivare a dire :"Non farè mai un altro film se non ne avrè il controllo completo". Proposito ambizioso che riesce a mantenere nel corso di una lunga e fortunata carriera, durante la quale colleziona 18 candidature all'Oscar. Arriva a controllare addirittura le sillabe dei nomi dei suoi protagonisti: Alvie, Isaac, Boris, Lenny, Sam, Harry... Tutti rigorosamente brevi, perchèè si battono a macchina piè velocemente. Quando dirige un film, anche i divi piè acclamati di Hollywood devono rispettare le sue regole e, all'occorrenza, improvvisarsi cantanti (Tutti dicono I love you, 1996). Proprio di fronte a lui, amante della buona musica e grande clarinettista jazz che si esibisce ogni lunedè sera al Michael's Pub di New York. Senz'altro è sincero quando dice che in privato non è è un tipo divertente. Esordisce come regista nel 1966 con Prendi i soldi e scappa , ironica parodia della piccola delinquenza.

Nel frattempo altri guai nella vita privata: nel 1969 divorzia, dopo tre anni di matrimonio, dalla sua seconda moglie, Luise Lasser, inoltre viene citato in giudizio dalla sua prima compagna perché, a suo giudizio, ha sempre parlato di lei in modo ridicolo, trattandomi come uno zimbello.

Il suo cinema, sempre raffinato e impreziosito dalle performance dei grandi divi hollywoodiani che hanno spesso ridotto i loro cachet per poter essere da lui diretti, si pone a cavallo tra la commedia farsesca dei fratelli Marx e i drammi filosofici bergmaniani. La persona e il suo rapporto con gli altri, con le donne soprattutto, il rapporto tra maschera e volto (tema centrale in film come Zelig, forse il suo capolavoro che racconta le vicissitudini di un uomo che per piacere agli altri assume le loro sembianze), la critica alla società di massa, la psicanalisi e il sesso sono i temi più cari al regista ebraico.
Inizialmente comico al cento per cento, ai tempi di Amore e guerra e del Dittatore dello Stato libero di Bananas, la sua satira corrosiva presto si amalgama con temi più personali che si intrecciano spesso con la sua vita privata: le sue due compagne di vita, Diane Keaton prima e Mia Farrow poi, sono presenti in tutte le sue opere, così come altri suoi due grandi amori, New York e il jazz, diventano addiritura protagonisti in pellicole indimenticabili come Manhattan e Radio days.

Poi in rapida successione altri trionfi: Zelig, un momento di riflessione sul cinema, Broadway, un ritorno alla comicità dei primi film, La rosa purpurea del Cairo, Hannah e le sue sorelle, Radio days, Settembre, Provaci ancora Sam...
Nel 1978 Allen ottiene il primo grande riconoscimento ufficiale per la sua carriera di regista: Io e Annie, con Diane Keaton, raccoglie ben 4 Oscar (miglior fotografia, miglior sceneggiatura, miglior regia e migliore attrice protagonista).

A metà degli anni '90, la sua vita privata finisce sui giornali per la storia d'amore (e il matrimonio) con Soon-Yi Previn, figlia adottiva di Mia Farrow, l'attrice con la quale ha avuto una lunga relazione e un figlio. Ma, piuttosto che indugiare sui retroscena giallo-rosa di clamorose disavventure sentimentali, il pubblico preferisce precipitarsi puntualmente alle prime dei suoi film.

Nel 1991 si fa dirigere dal regista Paul Mazursky in Storie di amori e di infedeltà dove recita in coppia con Bette Midler, ma il suo più significativo film di questo periodo è la storia di una coppia in crisi, Mariti e mogli.
Il riferimento è alla sua vita privata: Woody Allen nel 1992 si separa da Mia Farrow per convivere e poi sposarsi con la figlia adottiva Soon Yi. La vicenda polemica che ne segue - il regista viene accusato di essere un piccolo satiro ossessionato dal sesso - però non scalfisce il suo spirito ironico. Woody Allen infatti firma altri capolavori: La dea dell'amore (1995), Tutti dicono i love you (1996), Harry a pezzi (1997), Celebrity (1998), Accordi e disaccordi (1999), Criminali da strapazzo (2000).