Gli imbroglioni attore PLAY! Anno: 1999
   (The Impostors)

Regia: Stanley Tucci
Sceneggiatura: Stanley Tucci
Fotografia:Ken Kelsh
Scenografia: Andrew Jackness
Costumi: Juliet Polcsa
Musiche: GaryDe Michele
Montaggio: Suzy Elmiger

Anche se non compare nei titoli di testa, è Woody Allen a animare una delle sequenze migliori di Gli imbroglioni, il film con cui Stanley Tucci transita dal terreno della commedia malinconica (Big Night) alla farsa "slapstick".

Interpreti: Oliver Platt (Maurice), Stanley Tucci (Arthur), Alfred Molina (Sir Jeremy Burtom), Isabella Rossellini (Regina), Lily Tailor (Lily), Elisabeth Bracco (Pancetta Leaky), Campbell Scott (Meistrich) Woody Allen (Regista audizioni), Steve Buscemi (Happy Frank)

Nazione: USA
Produz: Twentieth Century Fox
Distribuz: Cecchi Gori
Durata:
102'
Genere: commedia

Filmografia


LA TRAMA: Gli imbroglioni

Durante i primi anni '30 della Depressione due attori disoccupati s'inventano i modi più strampalati per guadagnare qualche dollaro, sforando spesso nella frode finché, da clandestini, si imbarcano su una nave di folli dove accade di tutto. Stravagante farsa metacinematografica e, dopo Big Night, omaggio del factotum italo-americano Tucci all'unico american dream che si invera, il cinema. In coppia con O. Platt, il produttore-sceneggiatore-regista-attore ripropone le dinamiche e talvolta anche gli sketch di S. Laurel-O. Hardy, B. Hope-B. Crosby, J. Lewis-D. Martin e dei Marx, offrendo spazio come ospiti a W. Allen e a I. Rossellini. Consigliabile soltanto ai fan del comico che hanno lunga memoria.


APPROFONDIMENTI: Gli imbroglioni




RECENSIONI: Gli imbroglioni

Anche se non compare nei titoli di testa, è Woody Allen a animare una delle sequenze migliori di Gli imbroglioni, il film con cui Stanley Tucci transita dal terreno della commedia malinconica (Big Night) alla farsa "slapstick". Spingendo ai limiti estremi l'autoironia, Allen interpreta un drammaturgo-regista cui i due attori disoccupati Arthur (Tucci) e Maurice (Oliver Platt) si rivolgono nella speranza di ottenere una scrittura. Durante l'audizione sua moglie, produttrice dello spettacolo, gli telefona per annunciargli che sta scappando con l'amante e che dovrà procurarsi un altro produttore. "Nessuno lo vuole, dicono che è una merda" obietta lui, quindi esce di scena per andare ad ammazzare i traditori.

Di qui in poi Gli imbroglioni si sposta su un transatlantico pieno di truffatori, assassini e fanatici dinamitardi. I meccanismi comici sono quelli della fuga e dello scambio di persona a ripetizione, con corredo di travestimenti. Buona parte del piacere deriva dall'assortimento del cast imbarcato sulla nave dei folli. Tucci ambienta la storia negli anni Trenta e cerca di cogliere il ritmo delle commedie di Stanlio e Ollio e dei fratelli Marx. E lo fa con un buon senso dei tempi comici.

RECENSIONE

Esercizi. L’audizione. Lo stratagemma. Le didascalie si susseguono con ritmo sostenuto introducendo gli sketch comici dei due personaggi principali come in un film muto. Così si scopre che Arthur e Maurice sono due attori squattrinati alla disperata ricerca di un lavoro. Tra i problemi che affliggono le loro giornate c’è soprattutto quello della fame a richiedere una soluzione urgente. Finiti per un equivoco su un transatlantico diretto a Parigi, gli imbranati protagonisti che hanno rubato fisici ed abiti a Stanlio e Ollio e ai fratelli Marx, si trovano costretti a recitare per la prima volta in un ruolo a loro poco congeniale. Quello degli eroi. La nave è infatti un covo di rivoluzionari politici, di reali deposti, di amanti clandestini, di cantanti aspiranti suicidi, di omosessuali e maniaci strani. Con l’aiuto di una capocameriera dalla verve inesauribile ed una serie di figure surreali che interpretano tutte altro da ciò che sono realmente, i due "imbroglioni" riescono a sventare omicidi e colpi di stato, ad unire coppie separandone altre e a sistemarsi persino dal punto di vista economico ed alimentare.

2.jpg (7765 bytes)Spostatosi nuovamente dietro la macchina da presa Stanley Tucci, qui nel ruolo di Arthur, ritenta il successo di Big Night del 1996. Se Chaplin e Keaton occhieggiano dietro le gag condotte nella tradizione dello slapstik, l’omaggio di Tucci è rivolto a tutto il genere della commedia americana, soprattutto degli anni Trenta, periodo in cui è ambientato il film. Lo spirito è quello di Ventesimo secolo o di Partita a quattro, ma ci sono citazioni esplicite anche da A qualcuno piace caldo, tanto nell’uso del travestimento che nelle battute ("Ma io sono un uomo!"). Dopo la divisione in brevi episodi del primo tempo, nel secondo la storia si sviluppa tutta in unico spazio, quello della nave dove gli inseguimenti, i nascondigli, le cadute continue dei personaggi si alternano a ritmo frenetico. Cast di stelle che si presta anche ad interventi unici (come nel caso di Woody Allen) o a parti comunque brevi (come per Isabella Rossellini, Steve Buscemi o Alfred Molina).

Elisabetta Marino