Harry a pezzi regista, sceneggiatore, attore dvd8 Anno: 1997
   (Deconsructing Harry)

Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Carlo Di Palma
Scenografia: Santo Loquasto
Costumi: Suzi Benzinger
Musiche: Dick Hyman
Casting: J. Taylor e L. Rosenthal

Divertenti trovate di regia e ritmo serrato in una delle migliori performances dell'ormai anzianotto Allen

Interpreti: Caroline Aaron (Doris), Woody Allen (Harry), Billy Cristal (Larry), Judy Davis (Lucy), Robin Williams (Mel), Stanley Tucci (Paul), Demi Moore (Helen), Elisabeth Shue (Fay), Amy Irving (Jane), Kristie Alley (Joan), Bob Balaban (Richard)

Nazione: USA
Produz: Jean Doumanian Product.
Distribuz: Cecchi Gori
Durata:
97'
Genere: commedia

Filmografia


LA TRAMA: Harry a pezzi

Tre mogli, sei analisti, molte amanti e innumerevoli scopate randagie, Harry Block è uno scrittore sessantenne ebreo che cerca di mettere ordine nel caos della propria vita, raccontandola nei suoi libri. Nel suo 28 film W. Allen si è scritto addosso il personaggio più sgradevole della sua carriera, come se fosse modellato su quel che il perbenismo yankee pensa di lui. Oltre ai difetti che ha, Block si dichiara in bancarotta spirituale e in fase di blocco creativo. Uomo deplorevole è, come intellettuale laico, una persona seria: dichiara il suo agnosticismo in materia religiosa e denuncia ogni forma (anche quella ebraica) di integralismo, fondamentalismo, vittimismo, tradizionalismo fanatico. Personaggio rischioso in un film a rischio: decostruito, senza una vera trama, frantumato in ritorni all'indietro, invenzioni surreali, variazioni sul tema del doppio, deviazioni farsesche o oscene, parentesi drammatiche, omaggi ai suoi idoli (Kafka, Proust, Bergman, Fellini) e almeno due prestiti. E anche molto divertente. Non soltanto per il fuoco di fila delle battute, ma per le invenzioni di regia tra cui quella geniale di R. Williams "fuori fuoco". Onore anche a Carlo Di Palma che forse ha messo lo zampino nella discesa agli inferi, ispirata a Maciste all'inferno (1926), film muto italiano. E onore a J. Davis, la migliore dei 19 attori del cast in ordine alfabetico: il dialogo con la sorella è da antologia.

 


APPROFONDIMENTI: Harry a pezzi

Budget: $20m (USA)
Gross: $10.569m (USA), UKP 564,200 (UK)
DEM 1,795,078 (Germany)
Release Date: August 26, 1997 (Venice Film Festival), December 12, 1997 (USA), January 21, 1998 (France), May 21, 1998 (Germany), February 18, 1998 (Belguim), April 17, 1998 (UK), July 10, 1998 (Finland)

Links ufficiali: Fine Line


PREMI E RICONOSCIMENTI: Harry a pezzi

  • Academy Awards, USA
    Year 1998
    Nominated Oscar
    Best Writing, Screenplay Written Directly for the Screen
    Woody Allen
  • Bogey Awards, Germany
    Year 1998
    Won Bogey Award
  • Cinema Brazil Grand Prize
    Year 2000
    Nominated Cinema Brazil Grand Prize
    Best Foreign Film (Melhor Filme Estrangeiro)
    Woody Allen (director)
  • European Film Awards
    Year 1998
    Nominated Screen International Award
    Woody Allen, USA.
  • Golden Satellite Awards
    Year 1998
    Nominated Golden Satellite Award
    Best Motion Picture - Comedy or Musical
    Jean Doumanian

 


CURIOSITA': Harry a pezzi

  • PER LE MOLTE SIMILITUDINI CHE SI RIFERISCONO A EPISODI DELLA VITA DEL REGISTA LEGATI ALLA FINE DEL RAPPORTO CON MIA FARROW, LA PELLICOLA E' STATA RIBATTEZZATA "SELF DESTRUCTING WOODY", ANCHE SE LUI HA DICHIARATO CHE NON CI SONO RIFERIMENTI REALI.
  • Woody originally wanted Elliott Gould to play his part as Harry Block.
  • The film consists of references to the stories of Harry Block (Woody Allen); they also reflect Allen's movies or themes:
    - the story with "Death": a reference to Sjunde inseglet, Det (1957), a favorite of Allen's;
    - the cheating sister situation is a reference to Hannah and Her Sisters (1986);
    - Helen shows him what his sister thinks of him (while being "invisible"): a reference to Alice (1990);
    - jump cuts were featured in Husbands and Wives (1992);
    - the reception at the university is a reference to Stardust Memories (1980);
    - the Louis Prima song "Sing, Sing, Sing" was used in New York Stories (1989).
  • Deconstructing Harry is another Allen homage to Ingmar Bergman's Wild Strawberries
  • Director Trademark: [Woody Allen] [writer] Harry is a novelist.


Un puzzle di fantasie e realtà si frammentano e ricostituiscono parlandoci ancora una volta di lui, di Woody. La riflessione ultima, quasi appagante, per uno spirito in perenne lotta con gli amori della vita, è che tutto sommato l'arte può essere la panacea di ogni cosa e che è possibile ancora credere in se stessi, anche se si è vissuta la propria esistenza mettendo esclusivamente l'arte nel proprio lavoro e mai nella propria vita

Presentato fuori concorso all'ultimo festival di Venezia l'ultimo film di Woody Allen è ancora una volta alle prese con la vita di un disperato artista, lo scrittore Harry, idiosincratico personaggio di questo scorcio di fine secolo. Un puzzle di fantasie e realtà si frammentano e ricostituiscono parlandoci ancora una volta di lui, di Woody. "Harry a pezzi" è un film complesso, mescolato con arguzia che racconta le vicende di uno scrittore complessato, con un profondo problema verso la vita di coppia, convinto che l'erotismo senza sentimenti possa compensare le sconfitte del cuore e fare da cuscinetto freudiano ad una vita perpetrata attraverso continue disillusioni d'amore e sensi di colpa con i quali a volte si può intraprendere persino la strada verso l'autodistruzione. Alla fine tuttavia saranno proprio i personaggi delle storie di Harry scrittore a festeggiarlo, intorno nessun altro. La riflessione ultima, quasi appagante, per uno spirito in perenne lotta con gli amori della vita, è che tutto sommato l'arte può essere la panacea di ogni cosa e che è possibile ancora credere in se stessi, anche se si è vissuta la propria esistenza mettendo esclusivamente l'arte nel proprio lavoro e mai nella propria vita. Più che in altri suoi film il tentativo di Allen è quello di mescolare la fantasia e la realtà le cui linee di divisione di film in film sono sempre più sottili. La tecnica è quella di sempre: le musiche d'annata scandiscono il ritmo della storia, Carlo Di Palma fa prendere corpo al film con i suoi colori forti, che lasciano come sempre la sensazione di essere un tutt'uno con la volontà del regista, mentre il montaggio a scatti, nevrotico ed enfatizzante salda insieme i vari racconti di Harry. Gli attori non lasciano dubbi: spassosa la presenza in un ruolo cameo di Robin Williams nella parte di un personaggio "sfuocato" e persino Demi Moore riesce a convincere accanto al vecchio Woody.


RECENSIONI: Harry a pezzi

Recensione di Emanuela Martini, "FilmTv" anno 6 n° 7:

Uno scrittore di mezza età in bancarotta spiritualmente e una folla di personaggi - Interpretati da un grande cast di star - in un film ilare e spudorato. Dove Allen mescola con misura perfetta, ironia e malinconia, crisi personali, morali e generali. Ancora una volta grande cinema passando a Bergman e Fellini

Harry a pezziUn carattere troppo nevrotico per funzionare nella vita, ma che funziona benissimo nell'arte. Uno che ha messo l'arte nel suo lavoro e non nella sua vita (come gli dice l'amico di lunghissima data che gli ruba la fan-allieva-amante per sposarla). Uno tutto nichilismo, cinismo, sarcasmo, orgasmo (come gli dice la sorella, alla quale risponde subito il protagonista «con uno slogan così in Francia vincerei subito le elezioni»). Questo Harry Block, scrittore nato ebreo e cresciuto ateo, che è arrivato alla mezza età e che, dopo sei psicanalisti, tre mogli, un numero indefinito di fidanzate, amanti e rapporti occasionali, ha fatto bancarotta spirituale. Woody Allen butta tutto nel calderone di "Harry a pezzi": ricordi di storie passate (soprattutto "Io e Annie" e "Manhattan"), scherzi irresistibili (gli improbabili "Omicidi a Manhattan" e le tipiche mamme ebree), la prostituta di "La dea dell'amore" e la voglia di musical di "Tutti dicono I Love You" (la scena dell'inferno, quasi un rosseggiante numero del Minnelli anni '50), vecchi amori (reali o immaginati), storie scritte in gioventù (una citazione letterale del suo racconto "La morte bussa"), il figlio e i "padri spirituali", Fellini e Bergman. Il viaggio in auto dell'intellettuale celebrato dal suo vecchio college, il sogno della cerimonia all'università, i terrori e le frustrazioni dell'infanzia che prendono corpo nell'aridità dell'età matura, vengono tutti da "Il posto delle fragole" (e la Morte con la falce da "Il settimo sigillo"). Ma la passione sfrenata per le donne, tutte, meglio se non le mogli, viene dritta da Fellini. Da entrambi, l'andirivieni continuo e perfettamente orchestrato tra vita e letteratura, in funzione della quale Harry (e forse Woody) ha saccheggiato amici, amori, parenti. Ma "Harry a pezzi", come non è necessariamente autobiografio (Allen lo ha ripetutamente sottolineato), non è neppure un astratto esercizio di omaggi, citazioni o autocitazioni. Infatti, sopra tutti i riferimenti, i ricordi, le suggestioni (cinematografiche, culturali, personali), c'è Woody Allen, autore. La sua misura narrativa è da tempo impeccabile: scandita su un tempo lieve di jazz, la storia dello scrittore in crisi che continua implacabile a intrecciare, nella finzione letteraria, nella vita privata e nei sogni e incubi, i tasselli e le facce della sua esistenza, cresce a poco a poco in una malinconia rodente e nervosa. Woody Allen sa raccontare le grandi crisi che riguardano tutti (non solo i cineasti newyorkesi pieni di idiosincrasie), le crisi di identità e di onestà morale e intellettuale, con un senso millimetrico delle sensazioni e dei caratteri, e sa mescolare, nella canonica ora e mezzo, sia le dilatazioni psicologiche che le frenesie quotidiane.
Harry a pezziE un autore che riesce a "scarnificarsi" (e a fare pensare anche noi a quante persone abbiamo usato-riprodotto-alterato, lavorando e vivendo) senza dimenticarsi di ridere dei grandi temi, delle crisi universali e (grandissima dote) di se stesso. Le battute si intrecciano con una velocità instancabile: «Credi che il presidente degli Stati Uniti voglia scopare ogni donna che incontra?» (Harry a sua sorella) e subito, con espressione perplessa, «Non è un grande esempio, vero?». Oppure, «Le più belle parole della lingua inglese non sono "ti amo", ma "è benigno"». Sembra facile; ma sceneggiature complesse e compatte come quelle di Allen sono rare. Come è rara la leggerezza con cui, tra tutto il resto, riesce a parlare di cinema: l'episodio di Robin Williams che, letteralmente, va fuori fuoco è uno degli omaggi più sofisticati e autentici degli ultimi anni alla straordinaria capacità del cinema di "riflettere" (tecnicamente e teoricamente) la condizione umana. Un film ilare, tanto spudorato da avere il coraggio di cominciare con un pompino e tanto acuminato da risultare inquietante.

  


Recensione di Claudio Pofi, "Tempi Moderni":

Presentato fuori concorso all'ultimo festival di Venezia l'ultimo film di Woody Allen è ancora una volta alle prese con la vita di un disperato artista, lo scrittore Harry, idiosincratico personaggio di questo scorcio di fine secolo. Un puzzle di fantasie e realtà si frammentano e ricostituiscono parlandoci ancora una volta di lui, di Woody. "Harry a pezzi" è un film complesso, mescolato con arguzia che racconta le vicende di uno scrittore complessato, con un profondo problema verso la vita di coppia, convinto che l'erotismo senza sentimenti possa compensare le sconfitte del cuore e fare da cuscinetto freudiano ad una vita perpetrata attraverso continue disillusioni d'amore e sensi di colpa con i quali a volte si può intraprendere persino la strada verso l'autodistruzione. Alla fine tuttavia saranno proprio i personaggi delle storie di Harry scrittore a festeggiarlo, intorno nessun altro. La riflessione ultima, quasi appagante, per uno spirito in perenne lotta con gli amori della vita, è che tutto sommato l'arte può essere la panacea di ogni cosa e che è possibile ancora credere in se stessi, anche se si è vissuta la propria esistenza mettendo esclusivamente l'arte nel proprio lavoro e mai nella propria vita.
Harry a pezziPiù che in altri suoi film il tentativo di Allen è quello di mescolare la fantasia e la realtà le cui linee di divisione di film in film sono sempre più sottili. La tecnica è quella di sempre: le musiche d'annata scandiscono il ritmo della storia, Carlo Di Palma fa prendere corpo al film con i suoi colori forti, che lasciano come sempre la sensazione di essere un tutt'uno con la volontà del regista, mentre il montaggio a scatti, nevrotico ed enfatizzante salda insieme i vari racconti di Harry. Gli attori non lasciano dubbi: spassosa la presenza in un ruolo cameo di Robin Williams nella parte di un personaggio "sfuocato" e persino Demi Moore riesce a convincere accanto al vecchio Woody.


CURIOSITA': Harry a pezzi

Commento:
Harry a pezzi è stato il film di apertura fuori concorso della 54ª Mostra Cinematografica di Venezia del 1997, questo articolo pubblicato prima della prima proiezione della pellicola, si basa su voci e notizie "rubate" dal set, quindi su nulla di certo (almeno all'epoca). Sono comunque sicuro che vi troverete diversi spunti interessanti.

    Mistero fitto su "Deconstructing Harry" il film del regista newyorchese che inaugura la Mostra. La trama fa pensare a una rivisitazione di "Il posto delle fragole" ma... E intanto lui è già al lavoro su un nuovo progetto.

Harry a pezziDalle notizie, risicatissime, che sono uscite dal set, "Deconstructing Harry", il film di Woody Allen, che apre fuori concorso la 54ª Mostra di Venezia, pare una variazione alleniana su "Il posto delle fragole", il capolavoro di Bergman (autore amatissimo e citatissimo da Allen) dove un vecchio luminare della medicina viaggia con la nuora e altri passeggeri occasionali per andare a ritirare un premio accademico, e dove il viaggio si risolve in un rendiconto esistenziale e un andirivieni tra fantasmi, ricordi e realtà. Anche Allen è in viaggio, con il figlio e una prostituta nera, per andare a ritirare una laurea honoris causa: uno scrittore, ancora una volta in crisi, caustico con amici, nemici, familiari, ex mogli, ancora una volta "a mezza strada", a un punto critico della sua vita e in bilico tra realtà e finzione. Nei suoi film Allen è stato clarinettista ("Il dormiglione"), comico ("Io e Annie"), agente teatrale ("Broadway Danny Rose"), critico cinematografico ("Provaci ancora, Sam"), giornalista sportivo ("La dea dell'amore"), regista ("Stardust Memories" e "Crimini e misfatti") e soprattutto scrittore ("Manhattan", "Mariti e mogli", "Tutti dicono I Love You"), riproducendo sempre il mondo scontroso e nervoso che conosce, tra il Central Park e il ponte di Brooklyn, tra la tristezza accorata degli anni '70 e il sorriso amarognolo dei '90. La nevrosi solitaria dello scrittore gli si addice, come gli si addice l'acume della parodia letteraria. Quando ancora scriveva (non i suoi film, ma i brani e "racconti" pubblicati sui maggiori giornali americani e nelle raccolte "Saperla lunga", "Citarsi addosso", "Effetti collaterali"), Allen ha scritto passi irresistibili, parafrasando testi letterari disparati. Gli hard boiled, come in "Mr. Big", dove un detective viene assunto da una bionda per indagare sulla morte di Dio («Oh sì bambina, quando l'Essere Supremo viene fatto fuori, qualcuno deve pagare il dazio»), e gli americani dalla generazione perduta, come in "Memorie degli anni '20" («Quando mi svegliai, Ernest aveva montato la tenda e sedeva accanto a un grande fuoco preparandoci gli antipasti. Lo presi in giro per la sua nuova barba, ne ridemmo insieme e bevemmo del cognac, poi ci infilamino i guantoni da boxe ed egli mi ruppe il naso»).
Harry a pezziIncubi kafkiani, come nella "Dieta", dove l'impiegatino F., "tendente alla pinguedine", si mette a dieta («Mio padre ha ragione, pensò F., sono uno scarafaggio disgustoso. Non fa meraviglia che Schnabel, quando gli chiesi un aumento di stipendio, mi rispose con una spruzzata di DDT»), e testi sacri, come nei "Manoscritti della Mano Morta" («Quindi Giobbe cadde in ginocchio e gridò al Signore: "A Te sia il regno dei cieli e il potere e la gloria. Tu hai un buon impiego. Tientelo caro»). Cori greci surreali che anticipano "La dea dell'amore" e un duetto con la Morte (con partita a ramino e non a scacchi) che rimanda al "Settimo sigillo" bergmaniano (e poi ad "Amore e guerra"). Un intreccio di amori e influenze letterarie e cinematografiche che ha accompagnato la carriera di Allen e, certamente, quella di Harry.

 

«Il personaggio principale e un uomo orribile e ossessivo. Cattivo, superficiale, maniacale... Tutti penseranno che sono io - così Woody Allen, durante un'intervista dell'inverno scorso, ci aveva presentato il film che inaugura il festival di Venezia - All'inizio volevo che Harry fosse interpretato da Dustin Hoffman: sarebbe stato perfetto. Ma Dustin e impegnato per i prossimi tre anni e così ho dovuto farlo io. In realtà, non sono ossessionato dall'idea di recitare nei miei film. Se penso che qualcuno possa farlo meglio, come sarebbe stato in questo caso, preferisco dargli la parte. Il film - ha inoltre precisato Allen - è un'altra commedia newyorkese, ma molto diversa: volevo intitolano "The Worst Man in the World", il peggior uomo del mondo, ma sfortunatamente qualcuno aveva gia opzionato quel titolo. Allora ho dovuto accontentarmi di "Deconstructing Harry"».
Dustin HoffmanPer il resto il film anche in America, cast a parte (Robin Williams, Billy Crystal, Kristie Alley, Mariel Hemingway, Elisabeth Sbue, Demi Moore, Richard Benjamin, Judi Davis..., insieme allo stesso Allen), e avvolto nel più impenetrabile mistero. A partire dall'alchimia creata da tre comici così diversi come Allen, Robin Williams e BiIly Grystal sullo stesso set. A questo proposito Allen ha precisato: «Sui miei set l'atmosfera e molto "business". Io non sono una persona divertente, quando non mi sforzo di esserlo. E, nel film, tutti e tre recitiamo in modo realistico. In questo film Robin Williams e diverso dal solito, così Billy Crystal. Stiamo tutti interpretando una parte e, guardandoci. Non penserei che si tratti di tre persone divertenti. Anche se poi, se il film riesce, quello che facciamo dovrebbe risultare molto buffo».
Il film e il primo di un nuovo contratto che Allen ha firmato con la distributrice Fine Line, che distribuisce anche "Gig", il documentario di Barbara Kopple sulla tournee europea di Allen (a Venezia nella sezione "Immagini e musica"). Grazie al quale quest'anno il regista potrebbe arrivare agli Academy Awards anche in un altro "formato". Intanto Allen sta lavorando al suo solito "progetto autunnale". Per il cast si parla di Winona Ryder, Kim Basinger, Judi Davis (la protagonista), Kenneth Branagh. Un film d'epoca, in bianco e nero, filtrato dall'occhio magnifico del direttore della fotografia di Bergman Sven Nikvist (che con Allen ha già lavorato in un paio di occasioni).

 


COMMENTI: Harry a pezzi

Harry ha scritto un libro autobiografico e ha messo in crisi tutti. Il mondo viene a sapere che seduce le pazienti della moglie, ha rapporti con la cognata, odia la sorella eccetera. Tutti lo odiano. Fortuna che la sua vecchia università ha deciso di onorarlo. È una bella compensazione al blocco creativo che è sopraggiunto. E poi c'è la ragazzina che lo abbandona, gli analisti che lo vessano, e alla fine persino una visita all'inferno, perché Harry ritiene di meritarlo, essendo il peggiore di tutti gli esseri umani dopo Hitler, Goerings e Goebbels. Il regista ha dichiarato "è un momento felice della mia vita, non vado nemmeno dall'analista", in realtà questo film ha sostituito l'analista. La sua ossessione per il sesso è rappresentata dalla parola più pronunciata nel film: "pompino", mai amore, o altro. E ossessione è la cadenza nevrotica del racconto con gli episodi che si inseriscono l'uno nell'altro come scatole cinesi e con un montaggio che mutila la sequenza nel bel mezzo. Woody ha sessantatre anni e naturalmente qualcosa è successo. È quasi normale, lo fu per Bergman e per Fellini. Credevano di aver finito, lo dichiararono coi film, ma non era vero. I riferimenti di Allen ai due maestri sono molto precisi, c'è la rassegna finale di tutti i personaggi, come la giostra di Otto e mezzo. E Harry "onorato" all'università è semplicemente il vecchio professore del Posto delle fragole, che si recava al suo giubileo rivivendo gli episodi salienti della propria vita, proprio come fa Woody quando assiste, testimone invisibile, ai discorsi di sua sorella. Complessivamente questo film non vale il precedente Tutti dicono I love you, di impianto semplice, fresco e geniale. Qui c'è troppo artificio.

 


CREDITI COMPLETI: Harry a pezzi

Directed by
Woody Allen

Writing credits
Woody Allen

Cast (in credits order)
Caroline Aaron .... Doris
Woody Allen .... Harry Block
Kirstie Alley .... Joan
Bob Balaban .... Richard
Richard Benjamin .... Ken
Eric Bogosian .... Burt
Billy Crystal .... Larry
Judy Davis .... Lucy
Hazelle Goodman .... Cookie Williams
Mariel Hemingway .... Beth Kramer
Amy Irving .... Jane
Julie Kavner .... Grace
Eric Lloyd .... Hilly
Julia Louis-Dreyfus .... Leslie
Tobey Maguire .... Harvey Stern
Demi Moore .... Helen
Elisabeth Shue .... Fay
Stanley Tucci .... Paul Epstein
Robin Williams .... Mel
Hy Anzell .... Max Pincus
Scotty Bloch .... Mr. Paley
Philip Bosco .... Professor Clark
Robert Harper .... Harry's Doctor
Shifra Lerer .... Dolly Pincus
Gene Saks .... Harry's father
Stephanie Roth .... Janet
Dan Frazer .... Janet's Dad
Joel Leffert .... Norman
Lynn Cohen .... Janet's Mom
Joe Buck .... Yankee Announcer (voice)
Jane Hoffman .... Grandma
Annette Arnold .... Rosalee
Frederick Rolf .... Harvey's Doctor
Elisabeth Anne Cord .... Rosalee's Sister
Lortensia Hayes .... Jennifer
Alicia Meer .... Woman in Shoe Store
Victoria Hale .... Woman in Shoe Store
Irving Metzman .... Shoe Salesman
Sunny Chae .... Lily Chang
Ralph Pope .... Death
Tony Darrow .... Camera Operator
Jonathan LaPaglia .... First Assistant Cameraperson
Jeff Mazzola .... Second Assistant Cameraperson
Timothy Jerome .... Director
Peter Castellotti .... Crew Member (as Pete Castellotti)
Judy Bauerlein .... Actress
Joseph P. Reidy .... First Assistant Director (as Joseph Reidy)
Phyllis Burdoe .... Script Supervisor
Barbara Hollander .... Mel's Daughter
Adam Rose .... Mel's Son
David S. Howard .... Mel's Doctor
Amanda Barudin .... Beth Kramer's Daughter
Juliet Gelfman-Randazzo .... Baby Hilly
Floyd Resnick .... Israeli Patient
Brian McConnachie .... Dr. Reese
Peter Jacobson .... Goldberg
Tracey Lynne Miller .... Goldberg's Girlfriend
Jennifer Garner .... Woman in Elevator/Fay
Irwin Charone .... Bar Mitzvah Host
John Doumanian .... Bar Mitzvah Guest
Alexa Aronson .... Bar Mitzvah Guest
Kenneth Edelson .... Bar Mitzvah Guest
Viola Harris .... Elsie
Si Picker .... Wolf Fishbein
Howard Spiegel .... Mr. Farber
Eugene Troobnick .... Professor Wiggins
Ray Aranha .... Professor Aranha
Paul Giamatti .... Professor Abbott
Marvin Chatinover .... Professor Cole
Daniel Wolf .... Professor Wolf
Waltrudis Buck .... Dean of Adair University
Arden Myrin .... Student Mary
Daisy Prince .... Elevator Voice (voice)
Peter McRobbie .... Damned Man
Dan Moran .... Devil
Ray Garvey .... Policeman on Campus
Linda Perri .... Policewoman on Campus
Tony Sirico .... Policeman at Jail
Jerry Bruno .... Electric Bassist
Ray Cohen .... Pianist
Michael Manishor .... Pianist
Dave Stettner .... Trumpeter
Sid Jenkowsky .... Saxophonist and Clarinetist
Bobby Shankin .... Drummer

rest of cast listed alphabetically
Max Chalawsky .... Mendel Birnbaum (scenes deleted)
Christopher Bauer .... (uncredited)
Vernon Campbell .... Guard (uncredited)
Katie Harfield .... Student #2 (uncredited)
Elisabeth Rohm .... (uncredited)
Todd Stockman .... Father (uncredited)

Produced by
Letty Aronson .... co-executive producer
J.E. Beaucaire .... executive producer
Richard Brick .... co-producer
Jean Doumanian .... producer
Charles H. Joffe .... co-executive producer
Jack Rollins .... co-executive producer

Non-Original Music by
Antonio Carlos Jobim (song "The Girl from Ipanema")
Cinematography by
Carlo Di Palma (as Carlo DiPalma)
Film Editing by Susan E. Morse

Casting by Juliet Taylor

Production Design by Santo Loquasto

Art Direction by Tom Warren

Set Decoration by
Susan Kaufman
Elaine O'Donnell

Costume Design by
Suzy Benzinger

Makeup Department
Margot Boccia .... makeup artist
Romaine Greene .... hair stylist
Peggy Nicholson .... hair stylist
Rosemary Zurlo .... makeup artist (as Rosemarie Zurlo)

Production Management
Charles Darby .... production manager

Second Unit Director or Assistant Director
Stacey Beneville .... dga trainee
Richard Patrick .... first assistant director
Lisa M. Rowe .... second assistant director

Art Department
Frank Didio .... head carpenter
Peter Gelfman .... property master
Daniel K. Grosso .... set dresser
Vincent Guarriello .... chief construction grip (as Vince Guarriello)
Beth Kuhn .... assistant art director
Glenn Lloyd .... art department coordinator
Ron Petagna .... construction coordinator
Cliff Schorr .... stand-by scenic artist
James Sorice .... master scenic artist
Mark Bachman .... principal sign writer (uncredited)

Sound Department
Nancy Allen .... assistant sound editor
Kam Chan .... foley editor
Benjamin Cheah .... assistant sound editor (as Ben Cheah)
Marko A. Costanzo .... foley artist (as Marko Costanzo)
Lee Dichter .... sound re-recording mixer
Robert Hein .... supervising sound editor (as Bob Hein)
Bradford L. Hohle .... stereo sound consultant: Dolby
Toussaint Kotright .... cable person
Les Lazarowitz .... production sound mixer
Sylvia Menno .... dialogue editor
Anthony Ortiz .... boom operator
Bruce Pross .... foley supervisor
David Wahnon .... assistant sound editor

Special Effects by
Bill Hansard .... projection effects: HEI
John Ottesen .... special effects coordinator

Visual Effects by
Katharine Baird .... digital rotoscope artist: ILM (as Katherine C. Baird)
Cathy Burrows .... digital rotoscope artist: ILM (as Cathy M. Burrow)
Tami Carter .... digital rotoscope artist: ILM
Camille Geier .... visual effects producer: ILM (as Camille Pirolo Geier)
Greg Hyman .... visual effects editor: ILM
Janet Lewin .... visual effects coordinator: ILM
Greg Maloney .... digital compositor: ILM
Terry Molatore .... lead rotoscope artist: ILM
Josh Pines .... scanning supervisor: ILM (as Joshua Pines)
Thomas Rosseter .... visual effects supervisor: ILM (as Tom Rosseter)
Kenneth Smith .... digital timing supervisor: ILM

Other crew
Lars Andersen .... assistant costume designer
David E. Baron .... second assistant camera (as David Baron)
Jenn Blais .... set production assistant
Kay Chapin .... script supervisor
Patrick Chevillot .... assistant costume designer
John Clifford .... still photographer
Jack Coffen .... best boy electric
Jack Coffen .... rigging gaffer
David DiCerto .... assistant: Mr. Brick
Drew Dillard .... location manager
Edward J. Egan III .... best boy grip
Jamal El-Amin .... apprentice editor
Fleet Emerson .... extras casting
Bronwen Epstein .... assistant production coordinator
Joe Facey .... craft service
Kevin P. Faherty .... wardrobe supervisor (as Kevin Faherty)
Michael P. Fox .... production secretary
Lauren Gibson .... assistant: Mr. Allen (as Lauren Gibson Chapin)
Michael Green .... camera operator
Ken Halsband .... location scout (as Kenneth Halsband)
Chris Hammond .... electrician
Shell Hecht .... production coordinator
Diane Howells .... location assistant
Edward Iacobelli .... transportation captain (as Ed 'Ack' Iacobelli)
Patricia Kerrigan DiCerto .... casting associate (as Patricia Kerrigan)
Eric Kopeloff .... assistant: Ms. Morse
William Kruzykowski .... assistant film editor
Mark Livolsi .... assistant film editor
Pietro Lorino Jr. .... assistant production auditor
Carmel Malin .... musicians coordinator
Jill Meyers .... music clearances
John Mingalone .... set production assistant
A. Lee Morris .... camera trainee
Andy Muller .... set production assistant
Gary Muller .... first assistant camera
Dennis Muren .... creative advisor
Murphy Occhino .... set production assistant
Juliet Ouyoung .... assistant costume designer
Michael Proscia Jr. .... gaffer
Justin Reinsilber .... location assistant
Annie Ross .... singer: "Twisted"
Shea Rowan .... set production assistant
Linda Saffire .... post-production supervisor
Marcy Shaffer .... location assistant
Melissa Stanton .... wardrobe supervisor
Joan Stein .... producing intern
Jeremy Strong .... production intern
Debra Tennenbaum .... assistant costume designer
Carl Turnquest Jr. .... projectionist
Craig Ulmschneider .... set production assistant
Robert Ward .... key grip (as Bob Ward)
Steven Weisberg .... office assistant
Kathy Welch .... production auditor
Tom Yeager .... location scout (as Thomas Yeager)
Eric Yellin .... production assistant
Joseph Zolfo .... location scout
Roseann Milano .... wardrobe (uncredited)