La rosa purpurea del Cairo regista, sceneggiatore dvd8 1985 commedia
   (The purple rose of Cairo)

Regia: Woody Allen
Sceneggiatura.: Woody Allen
Fotografia: Gordon Willis
Scenografia: Stuart Wurtzel
Costumi: Jeffrey Kurland
Suono: Dick Hayman
Montaggio: Susan E. Morse

"Famiglie vi amo, ma come siete pesanti" è la morale di Allen in una commedia seria, ma non solenne; divertente, ma non buffa e di una irresistibile amabilità..

Interpreti: Mia Farrow (Cecilia), Stephanie Farrow (la sorella di Cecilia), Jeff Daniels (Tom Baxter - Gil Shepard), Danny Aiello (Monk), Dianne Wiest (Emma), Van Johnson (Larry)

Nazione: USA
Produz: Orion Pictures
Distribuz.
Columbia Tristar Pictures
Durata:
84', colore
Genere: commedia

Filmografia


LA TRAMA: La rosa purpurea del Cairo

 Tra sogno e realtà


New Jersey, 1935. La giovane cameriera Cecilia, sposata ad un ubriacone, passa gran parte del suo tempo al cinema. Un giorno viene licenziata e torna a vedere La rosa purpurea del Cairo, un fìlm che l'aveva entusiasmata. Durante la proiezione, il personaggio di Tom Baxter esce dallo schermo e dichiara di amarla. I due scompaiono fra la costernazione generale e si rifugiano in un luna park abbandonato. Tom desidera conoscere il mondo reale e Cecilia lo asseconda. Gil Sheperd, l'attore che interpreta Tom, si reca sul posto e incontra Cecilia, che inizialmente lo scambia per Tom. Gil tenta inutilmente di convincere Tom a rientrare nello schermo. Tom fa ritorno nel film solo in compagnia di Cecilia e non accetta di riprendere il proprio ruolo nella vicenda. Alla fine, Cecilia esce dal film e abbandona Tom; Gil le propone di condurla con sé a Hollywood. Cecilia scopre, il giorno dopo, che Gil è partito senza di lei.

 

LA TRAMA LUNGA: La rosa purpurea del Cairo

Cecilia, giovane tuttofare in una bettola popolare della periferia di New Jersey, deve sottoporsi a un pesante doppio lavoro di lavanderia a domicilio per far quadrare miseramente il bilancio familiare nei difficili anni della depressione economica americana (1930), anche a causa del marito, disoccupato, bighellone e manesco, che la sfrutta, dissipando nel gioco i pochi soldi da lei tanto faticosamente guadagnati. Umiliata e frustrata dalla dura routine presso il locale e più ancora dal trattamento bestiale del marito, che non le risparmia scenate e percosse, Cecilia diviene frequentatrice di un modesto cinema a New Jersey, dove si rifugia nell'immaginario di un mondo diverso, di bellezza e tenerezza, champagne e poesia, con tale incantata assiduità da dimenticare la realtà fino a vivere una fantasiosa avventura col più affascinante dei personaggi del film "La rosa purpurea del Cairo", che, attirato dalla sua patetica fedeltà, lascia improvvisamente lo schermo, scende in sala, la prende per mano, tenero e cavalleresco, ed esce con lei nella notte romantica, scatenando le reazioni degli spettatori, del gestore del cinema, della produzione e dell'attore vero, preoccupato per la propria carriera. Rientrata fortunosamente nello squallido reale quotidiano, Cecilia continua a trovar rifugio nell'immaginario luminoso del cinema, che riesce a richiamarle sul volto dolente e intento un pallido sorriso.

 


APPROFONDIMENTI: La rosa purpurea del Cairo

Budget: $15m
Gross: $10.6m (USA)
Filming Date: November, 1983 - February, 1984
Release Date: March 1, 1985 (USA) August 23, 1985 (Sweeden), August 16, 1985 (Finland), October 3, 1985 (West Germany)

 


PREMI E RICONOSCIMENTI: La rosa purpurea del Cairo

  • Academy Awards, USA
    Year 1986
    Nominated Oscar
    Best Writing, Screenplay Written Directly for the Screen
    Woody Allen
  • BAFTA Awards
    Year 1986
    Won BAFTA Film Award
    Best Film
    Robert Greenhut, Woody Allen
    Won Best Original Screenplay
    Woody Allen
    Nominated BAFTA Film Award
    Best Actress
    Mia Farrow
    Nominated Best Special Visual Effects
  • Bodil Awards
    Year 1986
    Won Bodil
    Best Non-European Film (Bedste ikke-europæiske film)
    Woody Allen (director)
  • Boston Society of Film Critics Awards
    Year 1986
    Won BSFC Award
    Best Screenplay
    Woody Allen
  • Cannes Film Festival
    Year 1985
    Won FIPRESCI Award
    Woody Allen
  • Casting Society of America, USA
    Year 1986
    Nominated Artios
    Best Casting for Feature Film, Comedy
    Juliet Taylor
  • César Awards, France Year 1986
    Won César Best Foreign Film (Meilleur film étranger)
    Woody Allen
  • French Syndicate of Cinema Critics
    Year 1986
    Won Critics Award
    Best Foreign Film
    Woody Allen, USA.
  • Golden Globes, USA
    Year 1986
    Won Golden Globe
    Best Screenplay - Motion Picture
    Woody Allen
    Nominated Golden Globe
    Best Motion Picture - Comedy/Musical
    Nominated Best Performance by an Actor in a Motion Picture - Comedy/Musical Jeff Daniels
    Nominated Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Comedy/Musical
    Mia Farrow
  • London Critics Circle Film Awards
    Year 1986
    Won ALFS Award
    Film of the Year
  • New York Film Critics Circle Awards
    Year 1985
    Won NYFCC Award
    Best Screenplay
    Woody Allen
  • Writers Guild of America, USA
    Year 1986
    Nominated WGA Award (Screen)
    Best Screenplay Written Directly for the Screen
    Woody Allen

 


CURIOSITA': La rosa purpurea del Cairo

  • Michael Keaton was originally cast in the lead role, and footage was shot. Director Woody Allen decided it wasn't working, and replaced Keaton with Jeff Daniels.
  • Woody Allen has said more than once that this is his favorite of the movies he's made.
  • Jeff Daniels opened a playhouse in his hometown of Chelsea, Michigan called "The Purple Rose."
  • Allen was asked after the movie's first screening to change the ending to a happy one. He declined because it destroyed the point of the entire film.

CITAZIONI: La rosa purpurea del Cairo

  • La sola volta che Rifkin e sua moglie arrivarono ad un orgasmo simultaneo fu quando il giudice porse loro la sentenza di divorzio.
  • Scienziato [in televisione]: Einstein, alla festa per il suo settantesimo compleanno, ebbe a dire, facendo un brindisi: "Dio non gioca a dadi con l'universo".
    Gabe Rotb (WA): No, gioca solo a rimpiattino.
  • Gabe Rotb (WA): Ricordi che noi, noi una notte non riuscivamo a dormire e trovammo il film Il posto delle fragole su via cavo e restammo tutta la notte a guardarlo. Lo ricordi?
    Judy: Si
    Gabe Rotb (WA): Quello fu uno dei grandi momenti.

 

RECENSIONI: La rosa purpurea del Cairo

Nei primi anni '30 una barista che mantiene il marito disoccupato si consola andando al cinema finché un giorno il suo attore preferito esce dallo schermo. 13 film di Allen, il 2 dopo Interiors (1978) senza Allen attore. Fondato sul principio dell'attraversamento dalla realtà alla finzione e viceversa (ripreso da Keaton di Sherlock jr., 1924), è un film perfetto perché ha una trasparenza e una leggerezza che esimono da ogni sforzo d'interpretazione tanto incantevole è l'armonia tra la forma, il fondo e le sue componenti (intelligenza, tenerezza, malinconia, umorismo, comicità, ironia).

 

(Il Morandini, Zanichelli Editore)

 

 

Critica da "Il Mereghetti 2000":

Altro capitolo del discorso alleniano sulla vita, la filosofia, la cultura, lo spettacolo, la finzione, l'immaginario collettivo. Qui, più che nei film precedenti, la soluzione di continuità tra realtà e finzione è davvero inesistente. Regista e sceneggiatore, Allen in modo magistrale, illustra e scardina il tradizionale rapporto schermo-spettatore. Una delle più ironiche e appasionate dichiarazioni d'amore per la settima arte e un raffinato esempio di cinema «delle origini e sulle origini».

 

"Il film è un intelligente e divertito omaggio al cinema, ma anche una malinconica riflessione sulla vita. (...) Le situazioni, le trovate, le gag di questo universo di Woody Allen, a mezz'aria tra la pena di vivere e il fascino dell'immaginario sono divertentissime a un tempo e accorate. A Cecilia non resta che riprendere il suo posto al cinema, abbandonandosi alla dolcezza dell'immaginario per riuscire a sopravvivere."
("Segnalazioni Cinematografiche", vol. 101, 1986)

 

 

RECENSIONE LA ROSA PURPUREA DEL CAIRO

Il film è uno dei più belli e importanti  del regista e attore americano Woody Allen,che in questa occasione si limita solo a dirigere la pellicola, la narrazione intreccia ad una trama accattivante una problematica raffinata sul cinema, l'arte e la finzione con una ambientazione ricostruita magnificamente grazie ad  una scenografia  e ad una fotografia che  descrivono molto bene quegli anni dando una idea molto valida del clima di  crisi economica che si viveva in America negli anni  trenta. Salvando nello stesso tempo il tono da commedia tipico del film

la vicenda di una povera ragazza che spende il suo tempo libero sognando al cinematografo pone in modo semplice un problema centrale sul cinema e il suo significato sul  ruolo della produzione cinematografica  americana di quegli anni e non solo ,abbiamo quindi una riflessione acuta sul significato del cinema e del sogno ad esso legato a partire da una situazione semplicissima in cui lo spettatore in parte si rivede totalmente,la storia di Cecilia appunto 

Woody Allen  dirige il tutto con uno  stile basato su dialoghi intensi e continui collegandosi in tal senso alla commedia americana di Billy Wilder e dei fratelli Marx , la magia della regia consiste nel fatto che questo tipo di stile non annoia ma sorretto da un ritmo musicale validissimo , avvince lo spettatore sino alla fine ,la musica è infatti un altro elemento centrale della narrazione insieme ai dialoghi .

Woody Allen è un appassionato di Jazz e anche un buon musicista ,il film fa un esplicito riferimento non solo a queste atmosfere musicali anni trenta ma anche ad un personaggio dei film da sogni di quel periodo il grande ballerino e coreografo Fred Astaire che insieme all'attrice G.Rogers creò una delle coppie  più "favolose" di  quegli anni , la musica e il ritornello dominante del film fanno esplicito riferimento ad un film di Fred Astaire ,erano film lussuosi e divertenti che facevano divertire e sognare il pubblico,film che hanno fatto epoca  

Il problema di fondo affrontato dal lavoro di W.Allen  è invece,come accennato molto più complesso :

-che rapporto esiste tra fantasia,finzione e realtà?

-fin dove la fantasia è positiva ,quando la finzione diventa negativa? 

 

C'è una scena interessante del film che critica in modo durissimo il modo di fare cinema in America , il cameriere quando sente che Tom Baxter è scappato dallo schermo si mette a ballare il tip tap ( era il modo di ballare di Fred Astaire famoso per il rumore dei tacchi e delle punte delle scarpe a tempo di musica)libero ormai di poter fare a meno di seguire la trama ,così come quando il pubblico protesta perchè il film non ha più la solita trama stereotipata (sempre uguale)essi si sentono quindi a disagio  per le attese non mantenute dalla nuova narrazione, addirittura si sente dire che questa iniziative è opera di politici sovversivi(i rossi)è questa una critica durissima al cinema americano (ma anche al pubblico), che il grande regista statunitense ha sempre avuto presente nella sua opera .

Quindi il regista sembra parteggiare per una fantasia creativa di cui gli uomini hanno bisogno non di una fantasia (leggi cinema ufficiale) che annichilisce mente creatività e spettatore ,la povera Cecilia viene tradita  non dal personaggio di fantasia che lei amava sullo schermo ma dall'attore in carne e ossa costretta a sognare e a vivere un inferno quotidiano senza nessuna possibilità di trasformare la realtà ,possibilità che invece il personaggio fantastico creato dallo schermo gli aveva dato uscendo però dal ruolo datogli dai produttori. Quello di illudere facendo sognare

Quindi  il personaggio di fantasia ha un ruolo positivo è il divo in carne ed ossa ad avere un ruolo negativo

Metalinguaggio -il film usa un metalinguaggio è un film che parla di altri film come la grammatica usa la lingua per parlare di linguaggio -è un modo di fare film molto diffuso ma di non facile comprensione.

lo schema usato da W.Allen del personaggio che scappa dagli autori  fece parlare quando uscì il film di influenze pirandelliane riferite al grande drammaturgo siciliano L.Pirandello che nelle sue opere costruiva una narrazione detta del ''teatro nel teatro'' nel caso di Allen del cinema nel cinema .

Il film è "istruttivo" è molto lineare, facile da seguire ma raffinato nella problematica, mette in crisi lo spettatore che spesso è responsabile di quelle trame stantie e ripetitive dalle quale vuole scappare Tom Baxter e usa per questo suo discorso una commedia leggera che inganna lo spettatore-

La finzione letteraria ,narrativa quindi può avere un ruolo fondamentale solo se intreccia realtà e sogno

il film si può collegare alle cose dette sulla finzione letteraria, quando ad esempio abbiamo parlato di Don Chisciotte, anche in quel caso il lettore perdeva la testa leggendo romanzi e immedesimandosi un quelle avventure-

Nota- il tipo di fotografia che integra molto bene il bianco e il nero con colori che non ingannano lo spettatore sul periodo di crisi in cui è ambientata la storia ma salva gli effetti tipici della commedia,

Woody Allen ama molto il "bianco e il nero"

 

RECENSIONE LA ROSA PURPUREA DEL CAIRO

 

Figurativizzato nel personaggio di Cecilia, Woody Allen realizza un omaggio alla filmografia della sua adolescenza generando, allo stesso tempo, una nostalgica e profonda riflessione sul ruolo assolto dalla settima arte, sullo sguardo spettatoriale e sui processi di identificazione attivati dalla narrazione cinematografica.


 Tra sogno e realtà
La Rosa purpurea del Cairo è uno dei film che esprime con maggior maestria la concezione di cinema di Woody Allenperché affronta, senza molte intermediazioni ma con tonalità struggenti, il rapporto tra finzione e verità, tra realtà e rappresentazione cinematografica.

La Rosa purpurea del Cairo è il titolo di un film esotico degli anni Trenta, girato in un rilucente bianco e nero e ambientato tra salotti mondani e locali lussuosi, il cui protagonista è un affascinante esploratore, Tom Baxter (Jeff Daniels). È anche il film che Cecilia (Mia Farrow), cameriera ingenua e frustrata, continua a guardare imperterrita con fare incantato e rapito, per fuggire dalle macerie della sua esistenza quotidiana al tempo della Grande Depressione, aggravata da un marito scansafatiche, ubriacone e traditore.
La sbadataggine di Cecilia le fa perdere il posto di lavoro e, per consolarsi, la donna decide di scappare al cinema Gioiello e vedere per l'ennesima volta La Rosa purpurea del Cairo, ma questa volta il suo sguardo di spettatore incontra quello di Tom Baxter, che rompe il sacro confine tra schermo e platea - fondamento ontologico del meccanismo cinematografico - balzando nello spazio fisico e a colori della sala, in cerca della libertà e del vero amore.

Il rapporto privilegiato che s'instaura tra Tom e Cecilia simboleggia il processo di osmosi e di reciproca contaminazione tra vita e cinema: Tom, e per estensione l'immaginazione cinematografica, nutre l'esistenza della donna, così come il suo potere empatico e il suo sforzo cognitivo conferiscono incessantemente un senso alla materia proiettata. Il caos inizia però a dominare l'universo circoscritto del film, i cui personaggi restano nell'impasse non potendo far avanzare il discorso narrativo, e parallelamente l'industria cinematografica (produttori, esercenti, attori, stampa), terrorizzata dall'ipotesi che il fenomeno possa ripetersi ed espandersi a macchia d'olio, distruggendo la macchina dello star system. Chiamato a ricucire lo strappo tra finzione e realtà è Gil Sheperd (sempre Jeff Daniels), l'attore interprete di Tom Baxter che - sotto la minaccia di non lavorare più a Hollywood - ha il compito di riportare il suo personaggio dentro alla pellicola. Cecilia, che stava già riconquistando fiducia in se stessa grazie ai romantici incontri con Tom, trova in Gil una concreta speranza di ribaltare il proprio futuro, scoprendo per la prima volta l'ebbrezza di essere amata e l'entusiasmo per una creatività artistica fino ad ora inespressa (suonare l'ukulele). Nonostante la notte meravigliosa trascorsa con Tom nell'universo fittizio ma incantato de La Rosa purpurea del Cairo, Cecilia lascerà il marito per Gil che, sebbene imperfetto rispetto alla purezza di Tom, le ha chiesto di seguirlo a Hollywood. Il mondo reale assesta però un altro duro colpo alla sognatrice Cecilia: Gil parte senza di lei, torna alla sua carriera dopo aver ottenuto ciò che più gli premeva, il rientro di Tom nei ranghi della normalità scenica.

Il cerchio narrativo si chiude con la medesima situazione iniziale, con Cecilia che si rifugia nelle poltrone del cinema Gioiello, rivolgendo allo schermo il suo sguardo deluso e disperato dalla vita. Saranno ancora le immagini cinematografiche, le immagini di Cappello a cilindrocon Fred Astairee Ginger Rogers, a rincuorarla e a darle la forza per continuare a lottare, ma in misura superiore a prima, perché il cinema non rappresenta più solo una dimensione onirica per lei, ma diventa parte integrante della sua rinnovata personalità e della sua nuova realtà (aspetto sottolineato dal motivo Cheek to cheek di Irving Berlin, presente all'inizio sui titoli di testa, che però nel finale appartiene al film che si sta proiettando, ossia a Cappello a cilindro).

Figurativizzato nel personaggio di Cecilia, Woody Allenrealizza un omaggio alla filmografia della sua adolescenza generando, allo stesso tempo, una nostalgica e profonda riflessione sul ruolo assolto dalla settima arte, sullo sguardo spettatoriale e sui processi di identificazione attivati dalla narrazione cinematografica. Un'opera dolce-amara sui pericoli che la soluzione di continuità tra realtà e funzione può scaturire (il dolore di Cecilia abbandonata da Gil, la definitiva perdita d'innocenza dell'attore), ma che non rinuncia a ribadire il potere trascinante, terapeutico e poetico del cinem

Autore: Francesca Druidi 

 

 

CREDITI COMPLETI: La rosa purpurea del Cairo

Directed by
Woody Allen

Writing credits
Woody Allen

Cast (in credits order)
Mia Farrow .... Cecilia
Jeff Daniels .... Tom Baxter, Gil Shepherd
Danny Aiello .... Monk
Irving Metzman .... Theater Manager
Stephanie Farrow .... Cecilia's Sister
David Kieserman .... Diner Boss
Elaine Grollman .... Diner Patron
Victoria Zussin .... Diner Patron
Mark Hammond (I) .... Diner Patron
Wade Barnes .... Diner Patron
Joseph G. Graham .... Diner Patron
Don Quigley .... Diner Patron
Maurice Brenner .... Diner Patron
Paul Herman (I) .... Penny Pitcher
Rick Petrucelli .... Penny Pitcher
Peter Castellotti .... Penny Pitcher
Milton Seaman .... Ticket Buyer
Mimi Weddell .... Ticket Buyer
Tom Degidon .... Ticket Taker
Mary Hedahl .... Popcorn Seller
Edward Herrmann .... Henry
John Wood (I) .... Jason
Deborah Rush .... Rita
Van Johnson .... Larry
Zoe Caldwell (I) .... The Countess
Eugene J. Anthony .... Arturo (as Eugene Anthony)
Ebb Miller .... Bandleader
Karen Akers .... Kitty Haynes
Annie Joe Edwards .... Delilah
Milo O'Shea .... Father Donnelly
Peter McRobbie .... The Communist
Camille Saviola .... Olga
Juliana Donald .... Usherette
Dianne Wiest .... Emma
Margaret Thompson (II) .... Movie Audience
George Hamlin .... Movie Audience
Helen Hanft .... Movie Audience
Leo Postrel .... Movie Audience
Helen Miller (I) .... Movie Audience
George Martin (II) .... Movie Audience
Crystal Field .... Movie Audience
Ken Chapin .... Reporter
Robert Trebor .... Reporter
Benjamin Rayson .... Movie Goer
Jean Shevlin .... Movie Goer
Albert S. Bennett .... Movie Goer
Martha Sherill .... Movie Goer
Gretchen MacLane .... Movie Goer
Edwin Bordo .... Movie Goer
Andrew Murphy (I) .... Policeman #1
Tom Kubiak .... Policeman #2 (as Thomas Kubiak)
Alexander Cohen .... Raoul Hirsch
John Rothman .... Mr. Hirsch's Lawyer
Raymond Serra .... Hollywood Executive
George J. Manos .... Press Agent
David Tice .... Waiter
James Lynch (II) .... Maitre D'
Sydney A. Blake .... Variety Reporter (as Sydney Blake)
Michael Tucker (I) .... Gil's Agent
Peter von Berg .... Drugstore Customer (as Peter Von Berg)
David Weber (I) .... Photo Double
Glenne Headly .... Hooker (as Glenne Headley)
Willie Tjan .... Hooker
Lela Ivey .... Hooker
Drinda Lalumia .... Hooker (as Drinda La Lumia)
Loretta Tupper .... Music Store Owner

rest of cast listed alphabetically
Viggo Mortensen .... (scenes deleted)
Sharon Porter-Phillips .... (uncredited)

Produced by
Robert Greenhut (I) .... producer
Charles H. Joffe .... executive producer
Michael Peyser .... associate producer
Gail Sicilia .... associate producer
Jack Rollins (II) .... executive producer (uncredited)

Original Music by Dick Hyman

Cinematography by Gordon Willis

Film Editing by Susan E. Morse

Casting by Juliet Taylor

Production Design by Stuart Wurtzel

Art Direction by Edward Pisoni

Set Decoration by Carol Joffe

Costume Design by Jeffrey Kurland

Makeup Department
Fern Buchner .... makeup designer
Romaine Greene .... hair designer

Production Management
Michael Peyser .... production manager

Second Unit Director or Assistant Director
James Chory .... second assistant director
Thomas A. Reilly .... first assistant director (as Thomas Reilly)
Liz Ryan .... dga trainee

Art Department
Prudence Farrow .... art department coordinator
James V. Gartland .... construction grip (as James Gartland Jr.)
W. Steven Graham .... assistant art director
Dan Leigh (I) .... assistant: Mr. Wurtzel
James Mazzola .... property master
Kevin McCarthy (III) .... set dresser
Ron Petagna .... chief carpenter
Justin Scoppa Jr. .... additional set decorator (as Justin Scoppa)
Cosmo Sorice .... stand-by scenic artist
James Sorice .... master scenic artist
Kenneth Vogt .... property man
Dave Weinman .... chief set dresser

Sound Department
Rick Dior .... sound re-recording mixer: Trans/Audio Inc. (as Richard Dior)
Kathleen Earle Killeen .... apprentice sound editor
Frank Graziadei .... sound recordist
Marty Levenstein .... assistant sound editor (as Martin Levenstein)
Walt Levinsky .... music recording supervisor (as Walter Levinsky)
Stuart Lieberman .... assistant sound editor
Dan Lieberstein .... sound editor
James Sabat .... production sound mixer
Louis Sabat (I) .... boom operator
Roy B. Yokelson .... music recording engineer

Other crew
Tony Adler .... production staff
Fred Astaire .... thanks
Ronald Burke (I) .... grip
Kay Chapin .... script supervisor
Bill Christians .... wardrobe supervisor: men
Kris Cole .... apprentice film editor
James A. Davis .... production staff (as James Davis)
Patricia Eiben .... wardrobe supervisor: women
Jonathan Filley .... location manager
James Fitzpatrick (I) .... best boy
James Greenhut .... production staff
Brian Hamill (I) .... still photographer
Andrew Hansard .... process projectionist
Don Hansard .... process coordinator
Douglas C. Hart .... assistant camera
Joseph Hartwick .... production auditor
John Healy (IV) .... location scout
Amy Herman .... production staff
Mary Kane (III) .... location scout
Harry J. Leavey .... transportation captain (as Harry Leavey)
Ellen Lewis (I) .... casting assistant
Peter Lombardi .... assistant production auditor
Joe Malin .... music coordinator
Jane Read Martin .... assistant: Mr. Allen
Tom McKinley .... associate: Mr. Kurland
Dick Mingalone .... camera operator
Isis Mussenden .... costume assistant
Richard Nord .... assistant film editor
Robert Paone .... second assistant camera (as Bob Paone)
Joseph Pierson (I) .... production staff
Ray Quinlan .... gaffer
Dana Robin .... location scout
Helen Robin .... production coordinator
Steve Rose (I) .... studio manager
Barry Strugatz .... location scout
Todd M. Thaler .... additional casting (as Todd Michael Thaler)
Carl Turnquest Jr. .... projectionist
Robert Ward (IV) .... key grip (as Bob Ward)
Michael Wild .... production staff
Greg Fulginiti .... music engineer (uncredited)
Vince Giordano .... musician (uncredited)