Misterioso omicidio a Manhattan regista, sceneggiatore, attore dvd8 1993 comm/thrill
  (Manhattan murder mystery)

Regia: Woody Allen
Sceneggiatura.: Woody Allen, Marshall Brickman
Fotografia: Carlo Di Palma
Scenografia: Santo Loquasto
Costumi: Jeffrey Kurland
Montaggio: Susan E. Morse

W. Allen ritrova lo sceneggiatore Marshall Brickman (Il dormiglione, Io e Annie, Manhattan) e torna a far coppia con la pimpante D. Keaton. E un giallorosa con epilogo a suspense

Interpreti: Woody Allen (Larry Lipton), Diane Keaton (Carol Lipton), Alan Alda (Ted), Anjelica Huston (Marcia Fox), Jerry Adler (Paul House), Lynn Cohen (Lilian House), Melanie Norris (Helene Moss)

Nazione: USA
Produz: Miramax
Distribuz: FilmAuro
Durata:
105 '
Genere: commedia, thriller

Filmografia


LA TRAMA: Misterioso omicidio a Manhattan

1 film dopo il pasticciaccio brutto con Mia Farrow (i riferimenti non mancano) dove W. Allen ritrova lo sceneggiatore Marshall Brickman (Il dormiglione, Io e Annie, Manhattan) e torna a far coppia con la pimpante D. Keaton. E un giallorosa con epilogo a suspense: convinta che la morte per infarto di una vicina di casa sia un uxoricidio, moglie curiosa induce il riluttante consorte e un ex corteggiatore a indagare sul caso. Sviluppi imprevisti: i delitti sono due, ma i cadaveri sono scomparsi. Un po' intorcinata e imballata, la commedia s'affida a un dialogo frizzante ad alta velocità e alla bravura luministica di Carlo Di Palma.

LA TRAMA LUNGA: Misterioso omicidio a Manhattan

Larry e Carol sono una coppia newyorkese, sposati da una ventina d'anni, con un figlio ormai indipendente e coi problemi normali che ha una coppia del genere col surplus delle nevrosi alla Allen. Una sera conoscono i loro vicini di casa, coppia di mezza età davvero simpatica. Qualche giorno dopo la donna muore di infarto. Carol si mette in testa che ci sia qualcosa di strano, insospettita dal comportamento del vedovo. Con l'aiuto di un amico (Alda), un po' innamorato di lei, comincia a fare delle indagini. Ben presto il resto della sua vita non conta più nulla, conta solo l'"omicidio". Pedinamenti, visite con chiavi false, fughe nella notte, visioni strane. Comunque era tutto vero, l'uomo aveva ucciso la moglie per poter fuggire con la sua giovane amante. Grazie all'intervento di una scrittrice (Huston) amica di Larry la verità viene a galla. Naturalmente il "giallo" è solo un pretesto per il solito discorso interno di Allen. Una "vecchia" coppia è bene che ogni tanto si dedichi a un diversivo, c'è la possibilità di un rilancio di entusiasmo. Woody si concede una piccola soddisfazione finale, dedicata probabilmente alla sua ex moglie Mia, dicendo: "Dopotutto sono un ometto mica male". Per il resto è sempre Allen, con le sue battute e la sua buffa, sarcastica umanità. Certo c'è un'evoluzione di storia, di emozioni e di problemi. È semplicemente il tempo che passa e lui, Woody, classe 1935, comincia a rendersene conto. E anche per Diane il tempo è passato, lo si vede dalla prima inquadratura.


APPROFONDIMENTI: Misterioso omicidio a Manhattan

Budget: $13.5m (USA)
Gross: $11.285m (USA), SEK 2,233,769 (Sweeden), ESP 360,191,068 (Spain)
Production Dates: 1992
Release Date: August 13, 1993 (USA), October 13, 1993 (France), September 10, 1993 (Sweeden), February 18, 1994 (Finland), April 15, 1994 (Spain)

 


CITAZIONI: Misterioso omicidio a Manhattan

Il film è ricco di citazioni cinefile, una pratica frequente nel cinema di Allen, che rende omaggio a diversi capolavori dell'epoca d'oro di Hollywood. I riferimenti, più o meno espliciti, sono a La fiamma del peccato di Billy Wilder, il film preferito da Allen da adolescente, La finestra sul cortile e La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock e La signora di Shangai di Orson Welles, di cui appare un'intera scena alla fine del film, e dal quale vengono riprese alcune battute.

Oltre a queste citazioni più esplicite, il film contiene riferimenti anche ad Alain Resnais (del quale viene citato il celebre L'anno scorso a Marienbad) e Fred Astaire.

 

Frasi

  • Lo sai che non posso ascoltare troppo Wagner... sento già l'impulso ad occupare la Polonia! (Larry Lipton)
  • Lascia un po’di pazzia per la menopausa o finirai compagna di cella di John Gotti. (Larry Lipton)

Dialoghi

Scena1
  Paul House  Jerry Adler
  Helen Moss  Melanie Norris
Interno cinema.
Paul House Vieni, vieni. Stai attenta che sono molto ripide.
Helen Moss Oh, ma sai che è molto bello!
Paul Sì. Diamo solo revival ora. Questa settimana Fred Astaire. La prossima un festival di Orson Welles. Sì, sarà l’ultima cosa prima della ristrutturazione. (...)
Helen Non ero mai stata così dietro a uno schermo,
Paul È strano, vero? Era un locale di prima visione quando la zona era più elegante. Bello, vero? Guardatelo.
Helen Tutti questi specchi...
Paul Sai, era tutto specchi. Era veramente bello. Farò cambiare tutti i cristalli rotti nel corso dei lavori di rinnovo. Facevano anche la prosa, qui. Ora, naturalmente, solo vecchi film.
Helen Dà un tale senso di abbandono!
Paul Eh sì... sono solo io quî, io e la mia assistente, la signora Dalton. Ora farò sistemare il locale e poi lo darò via. I soldi ci verranno comodo.
Helen Certamente. (...)

 

Scena2

  Larry Lipton  Woody Allen
  Carol Lipton  Diane Keaton
Larry Lipton (WA) Dio, non vedo l’ora di stendermi sul letto. C'è un film con Bob Hope in televisione più tardi.
Carol Lipton Lo so.
Larry Lipton Se quello mi faceva vedere i francobolli un’altra volta! Sono le grandi passioni della mia vita, sai, margini lisci e filigrana.
Carol Lipton Oh andiamo, Larry, è stato carino. Loro aspettano con ansia il loro anniversario.
Larry Lipton Sì, e io aspetto con ansia di vedere quel film con Bob Hope. Non capisco perché li danno così tardi.

 

Scena3
  Larry Lipton  Woody Allen
  Carol Lipton  Diane Keaton
Larry Lipton (WA)
(al mercato delle pulci)
Andate da qualche parte o continuate a spulciare?
Amica di Larry e Carol Sì, andiamo a vedere La fiamma del peccato.
Carol Lipton
(a Larry)
Che dici?
Amica Comincia ora.

Esterno cinema, al termine della proiezione di La fiamma del peccato.

Carol Dio quel film era fantastico!
Larry Lipton Sì è stata una delle mie passioni. E che erano tutti meravigliosi gli attori.

Davanti all’hotel Waldron.

Larry Lipton (WA) Ti ricordi che questo quartiere fu dove ti portai la prima volta che uscimmo insieme, al primo appuntamento.
Carol Lipton Per qualche motivo sei diventato indigesto con l’età.
Larry Lipton E ti ricordi che c'era un cinema proprio lì, a quell’angolo?
Carol Sì, me lo ricordo.
Larry Lipton Non è per cambiare discorso. Ti portai a vedere L’anno scorso a Marienbad per la prima volta.
Carol Sì, lo so, poi dovetti spiegartelo per i sei mesi successivi
Larry Lipton Chi sapeva che erano flash back... in tutto il film!

 

Scena4
  Larry Lipton  Woody Allen
  Carol Lipton  Diane Keaton
Carol Lipton Ted non ti è parso un po’ troppo allegro?
Larry Lipton (WA) No, mi è sembrato del suo solito umore. Ma quando hai tirato fuori l'idea del ristorante si è illuminato, ha avuto l'effetto lucciola.
Carol Del ristorante?
Larry Lipton Sì, lui si vede, sai, come Humphrey Bogart in Casablanca, però io lo vedo più come Peter Lorre...

 

Scena5
  Larry Lipton  Woody Allen
  Carol Lipton  Diane Keaton
Interno bar.
Carol Lipton Questa è la cosa più eccitante che è accaduta nel nostro matrimonio.
Larry Lipton (WA) Sì, troppo eccitante! Non ne ho bisogno. A me piacciono cose tipo la pesca, la giornata del papà, o sai, quando vedemmo Bing Crosby sulla Fifth Avenue. Non ho bisogno di un omicidio per ravvivare la mia esistenza.

 

Scena6
  Larry Lipton  Woody Allen
  Paul House Jerry Adler
  Mrs. Dalton Marge Redmond

Interno cinema, dietro lo schermo, mentre, scorrono immagini di La signora di Shanghai.

Larry Lipton (WA) Aiuto, aiuto!
Paul House Non possono vederci qua dietro allo schermo e non possono neanche sentirci con il sonoro. Neanche un colpo di pistola.
Signora Dalton Ciao Paul, non mi aspettavi.
Paul Signora Dalton!
Signora Dalton Mi hai fatto tante promesse attraverso gli anni e poi hai deciso di scaricarmi per quella modella.
Paul Non ti ho mai illuso.
Signora Dalton È tardi per scuse e pretesti.
Paul Nessuno di voi può provare niente.
Signora Dalton Ti prendo di mira amoroso, uccidere te è come uccidere me stessa, ma sono così disgustata di te.
(Stesse parole che rivolge Arthur Bannister alla moglie Elsa in La signora di Shanghai).

CURIOSITA': Misterioso omicidio a Manhattan

  • Nel film appare per la prima volta sul grande schermo Zach Braff, nel ruolo di Nick, figlio di Larry e Carol Lipton; la sua parte prevedeva un paio di battute, ma in sede di montaggio furono tagliate e il suo esordio divenne quindi muto.
  • Lead role written for Mia Farrow, but Diane Keaton got the role following Farrow's famous breakup with the film's director Woody Allen.
  • Carol Lipton, played by Diane Keaton, claims to hate wearing a tie with a skirt. She made that look famous playing Annie Hall in Annie Hall (1977).
  • Director Trademark: [Woody Allen] [writer] Marcia Fox is a writer.
  • Woody Allen was inspired in part by the 1934 classic The Thin Man (1934) movie series, modeling his main characters after Nick and Nora Charles.
  • Another recognizable film influence here is Orson Wells's 1947 The Lady From Shanghai
  • Woody Allen planned to make his earlier film Annie Hall (1977) a murder mystery, but cut that subplot out and used the initial murder mystery for this movie.
  • Manhattan Murder Mystery was actually the generic working title during production - Allen films usually have generic titles during production like "Woody Allen Fall Project" - but since no new title could be thought of, Woody Allen decided to leave that as the title.

PREMI E RICONOSCIMENTI: Misterioso omicidio a Manhattan

  • BAFTA Awards
    Year 1995
    Nominated BAFTA Film Award
    Best Actress Supporting
    Anjelica Huston
  • César Awards, France
    Year 1994
    Nominated César
    Best Foreign Film (Meilleur film étranger)
    Woody Allen
  • Golden Globes, USA
    Year 1994
    Nominated Golden Globe
    Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Comedy/Musical
    Diane Keaton

RECENSIONI: Misterioso omicidio a Manhattan

Tre minuti d’applausi, risate continue durante il film e contentezza del pubblico alla prima proiezione fuori concorso di Misterioso omicidio a Manhattan (Manhattan Murder Mistery): Woody Allen compensa i suoi fans di tutte le notizie angosciose e disgustose che è toccato leggere su di lui nell’ultimo anno con una commedia gialla perfetta, brillante, divertente, intelligente, significativa e ricca di battute. Uno dell’Indiana ha ucciso dodici vittime e poi se l’è mangiate? “È uno stile di vita anche quello”. La ginnastica vitalizza? “Preferisco atrofizzarmi”. La musica di Wagner? “Sentirne troppa fa venir voglia di conquistare la Polonia”. La moglie fa cose insensate? “Lascia un po’di pazzia per la menopausa o finirai compagna di cella di John Gotti”. Precedenti esperienze artistiche d’una ragazza sottoposta a provino teatrale? “Un Macbeth topless, all’Università”. Si ride molto, ma non solo. New York di notte vista dall’alto, scintillante di luci e misteriosa, struggente come la vecchia canzone che accompagna l’immagine classica, commovente come una fedeltà riconfermata, sta all’inizio della storia. Una signora matura muore repentinamente d’infarto, la sua vicina di casa Diane Keaton sospetta un uxoricidio e comincia a investigare nonostante le proteste del marito Woody Allen direttore editoriale, alle indagini s’uniscono gli amici Anjelica Huston, scrittrice, e Alan Alda, teatrante. Sembra un gioco di intellettuali “malati di immaginazione iperattiva, in cerca di scariche d’adrenalina”, ma non è così: come sempre la realtà si rivela assai più cruda e impensabile della fantasia, l’intrigo ideato per colmare un vuoto e procurarsi emozione presenta una morte concreta e persino un cadavere dato alle fiamme di un altoforno di acciaieria. Intanto s’è visto avviarsi e funzionare il meccanismo del crimine immaginato e della criminalizzazione d’una persona apparentemente innocua, per bene; s’è vista l’impotenza della razionalità e del buon senso di fronte al dilatarsi del sospetto. Si son visti quattro eleganti intellettuali trasformarsi prima in poliziotti dilettanti capaci di perquisire case altrui e pedinare abusivamente, poi in criminali dilettanti pronti, pur di incastrare il supposto colpevole, a falsificare prove, ad alterare discorsi pre registrati, a ricattare. Si sono viste tutte le possibili allusioni al conflitto Allen Farrow: ma alla fine nessuno è innocente, anche se nell’avventura gialla la coppia coniugale s’è rinsaldata, una nuova coppia s’è formata. S’è visto un testardo malinconico amore per il cinema, espresso con grande finezza e divertimento: citazioni di vecchi film (La fiamma del peccato), di Hitchcock, di inquadrature esemplari; un vecchio cinematografo newyorkese foderato di specchi, cadente, in svendita, un tempo di prima visione e adesso destinato alla programmazione di film storici, del quale il sospettato è proprietario e nel quale è ambientata la sequenza finale ispirata e mescolata alle immagini de La signora di Shangai di Orson Welles. La commedia da ridere diventa così doppiamente autobiografica, doppiamente sincera e insieme ambigua: bellissima, anche per quell’aria lievemente logora, tenace e stanca che aleggia sul film, sulle facce non più giovani degli attori.
Da La Stampa, 2 Settembre 1993

Carol (Diane Keaton) ha un sacco di tempo libero. Per non annoiarsi troppo si dedica alla cucina, frequenta corsi di degustazione vini, fantastica sull'apertura di un ristorante. Ben conoscendo la sua fervida immaginazione, il marito Larry (Woody Allen) non le dà retta quando lei comincia a sospettare che nel loro palazzo sia stato commesso un omicidio. Il signor House, proprietario di un appartamento sullo stesso pianerottolo, avrebbe fatto fuori la moglie, ufficialmente morta di infarto. Carol ne è sicura, benché non abbia nessuna prova. Ne parla con l'amico scrittore Ted (Alan Alda) che accetta di seguirla in quello che promette di diventare un gioco eccitante. La donna, alla ricerca di indizi, entra addirittura di nascosto nella casa del vicino, facendosi quasi scoprire. Ma il presunto assassino non commette passi falsi. Almeno fino a quando Ted e Carol non scoprono che si incontra di nascosto con una giovane amante e che ha una strana relazione con un'anziana signora, da sempre al suo fianco nella gestione di un piccolo cinema d'essai prossimo alla chiusura. Le carte si rimescolano ancor più quando Carol intravede per caso su un autobus la signora House. È viva, dunque, e dal giorno della sua "morte" ha preso alloggio in un alberghetto defilato. I nostri detective dilettanti non ci capiscono più niente. Fortunatamente Larry, di professione redattore letterario, ha un asso nella manica: si tratta della scrittrice Marcia (Anjelica Huston), che con grande acume ricostruisce l'intrigo e prepara una diabolica trappola ai danni del signor House. Un giallo per Woody Allen. Niente paura, nonostante un plot ricco di colpi di scena in Misterioso omicidio a Manhattan prevale la commedia. Dopo le atmosfere espressionistiche di Ombre e nebbia, dopo la "resa dei conti" con Mia Farrow in Mariti e mogli, pare proprio che il regista abbia il desiderio di concedersi (e concederci) una pausa di rilassato divertimento. Tanti angoli segreti dell'adorata Manhattan, tante battute, tante citazioni dai film più amati. Con omaggi virtuosistici e compiaciuti a La fiamma del peccato di Billy Wilder e nella sequenza risolutiva, al grande Orson Welles di La signora di Shanghai.
Da Il Sole-24 Ore

 

Dio ha bisogno dell'oculista? Il suo occhio non tiene più dietro ai fatti della vita? Il Woody Allen malinconico di Crimini e misfatti (1989) ne era certo. La sua certezza era tale da indurlo più tardi a ribaltare, e migliorare, la battuta di Albert Einstein: se non a dadi, con l'universo Dio gioca almeno a rimpiattino. Così iniziava Mariti e mogli (1992). E difficile immaginare un Dio miope che tuttavia gioca a rimpiattino. Ma proprio da qui nasce il lato comico di una faccenda che sarebbe altrimenti solo tragica. Cos'è il comico, se non lo stesso tragico visto da una prospettiva insolita? Da una prospettiva insolita, appunto, Allen guardava i fatti della vita di Gabe e Judy, Jack e Sally, Rain e Michael, i protagonisti di Mariti e mogli. La macchina da presa - l'occhio del regista, dio nell'universo del film - era tremolante, nervosa, si faceva vedere e "sentire", interveniva nel racconto, mostrava la sua passione: era anch'essa un personaggio, un punto di vista dentro l'opera. Risultato? Sulla malinconia Allen stendeva un sorriso. Giocando a rimpiattino con Gabe e Judy, Jack e Sally, Rain e Michael, Dio (il dio dentro il film) s'era adattato alla propria vista corta, l'aveva trovata più sensata dell'occhiuta intransigenza d'un tempo. Così, invece di giudicare e condannare gli altri personaggi, aveva ritenuto più opportuno condividerne il bene e il male con benevola leggerezza. Questa leggerezza ora, in Misterioso omicidio a Manhattan, s'è fatta più sicura. Il sorriso è diventato riso aperto. Il comico ha quasi del tutto vinto, nella sua contesa fraterna con il tragico. Dell'antico smarrimento ora resta non più d'un cenno. La macchina da presa ancora avvolge tremolante i personaggi, ancora íi cerca nervosa: ma lo fa solo come "citazione", per ricordarci da dove nasca il riso, e per quali sentieri ricurvi giunga fino a noi. Per il resto, Mi sterioso omicidio a Manhattan corre leggero, in equilibrio tra vita che imita l'arte e arte che si specchia nella vita.
Ritroviamo nel film i personaggi forti e fragili cui Allen ci ha abituato: intellettuali raffinati e fanciulleschi, uomini e donne indecisi se dilaniarsi o amarsi. Ma c'è anche del nuovo: sono tutti un po' più vecchi. Ted e Carol rievocano un'avventura che hanno sfiorato non molti anni prima, o forse solo non troppi. Un figlio ventenne ricorda a Carol e Larry che il più della vita se n'è andato (non è forse la prima volta che un figlio entra così esplicitamente nel cinema di Woody Allen?). Paul e Lilian House son lì a mostrare cosa sta in attesa in un futuro non remoto: una serena convivenza, una pacificata indifferenza. Dove stanno il comico e la leggerezza, in tutto questo? Il comico e la leggerezza non stanno in questo, ma fuori, attorno, dietro: nell'occhio, nella macchina da presa, nell'immaginario attraverso cui il racconto è visto e mostrato. Fin dalle prime battute, questtimmaginario è dichiarato. In tivù c'è un film con Bob Hope, e Larry non vorrebbe proprio perderselo. Invece il caso - gli inquilini della porta accanto - devia i fatti della vita, modificandone il racconto (così fa il caso in ogni buon film). Poi, è la volta di Billy Wilder: con il suo mistero, La fiamma delpeccato (1944), sospinge Larry e Carol nel mistero di Mr. e Mrs. House. Larry e Carol... O forse Nick e Nora? Ricordate i cinque film della serie Uo mo Ombra (quattro di W.S. Van Dyke e l'ultimo di Richard Thorpe)? Se allora, dal 1934 al 1944, una petulante Nora/Myrna Loy precedeva nel solito mare di guai Nick/William Powell, ora una tenera e risoluta Carol/Diane Keaton precipita a forza Larry/Woody Allen in un plot degno di Alfred Hitchcock. Hitchcock, appunto. Carol osserva il mondo dallo spioncino della porta, e lo trova curiosamente simile a quello intravisto da Jeff/James Stewart attraver so La finestra sul cortile (1954). E proprio come capitava in quel film, Carol ci fa palpitare - ma con voluta moderazione - quando sta per essere sorpresa dall'assassino a rovistare tra i suoi segreti. Woody Allen non è credibile nei panni di Lisa/Grace Kelly? In compenso, un autobus con la scritta Vertigo (1958) riporta in vita il cadavere, il quale scompare e ricompare come solo sapeva fare il suo omologo in La congiura degli innocenti (1956). Come potranno uscire sani e salvi dal plot, Larry e Carol? Chi correrà in aiuto di questi Nick e Nora indifesi e sprovveduti? L'aiuto viene ancora dall'immaginario. Sono gli specchi multipli e le immagini "senza fine" di La signora di Shanghai (Orson Welles, 1948) che arrivano giusto in tempo... Non più mistero, non più delitto, non più tragico, dunque. Alla fine, Larry e Carol rientrano in casa tranquilli e distesi come se fossero di ritorno dal cinema. Là - al cinema - con gli uomini, e con i fatti della loro vita, Dio usa un occhio di riguardo.
Da Il Sole-24 Ore

 

"E invece no, diciamolo chiaro: dietro questo fulminante ritorno al comico puro stile Broadway Danny Rose, c'è un film meditato e personale. Anche, anzi proprio perchè realizzato con la complicità decisiva della partner e dello sceneggiatore di Io e Annie, Diane Keaton e Marshall Brickman (un Carneade sul quale ci piacerebbe saperne di più). Il film di un uomo che nelle interviste dichiara: "Oggi ho cinquantasette anni e i miei lavori riflettono i problemi di qualcuno che ha cinquantasette anni". Vale a dire che sente di doversi guardare indietro e sa come farlo, con grazia e leggerezza. Sono lontane le tristezze e le nevrosi di Mariti e mogli, svanite come neve al sole le inquietudini un pò manieristiche di Notti e nebbie. Stavolta siamo nel Woody Allen più schietto, quello della Manhattan intellettuale, delle eterne scene di coppia (nessun palcoscenico è piu' vasto di un ménage), del plastiche irresistibile di generi e autori: da La finestra sul cortile, che fornisce lo spunto (ma c'è anche una citazione vera e propria, quando Diane Keaton ritrova la fede dell'uccisa), ai film della serie L'uomo ombra, con la coppia William Powell-Mirna Loy".
("Il Messaggero", Fabio Ferzetti 01/12/93)

"Il ping pong delle battute viene rarefatto dalla bella colonna sonora jazz, mentre i tic gestuali vanno ad incastrarsi in un traliccio di gran fede cinefila (fioriscono qua e là sequenze da "La fiamma del peccato", "La finestra sul cortile", "La donna che visse due volte", "La signora di Shangai"). Abbandonato il cipiglio da scolaretto freudiano, il nostro antieroe reindossa il suo abito mitico-simbolico preferito: quello del disilluso investigatore solitario (che ha però, una fifa matta del buio e ci mette sei mesi a capire che quelli de "L'anno scorso a Marienbad" erano dei flash-back). Quasi tutto il controritmo del film è stringato e delizioso, ma il film numero 23 di Woody Allen sarà ricordato soprattutto per il gag in cui i due protagonisti - in combutta con i marpioni Alan Alda ed Anjelica Huston - approntano su nastro magnetico un "ingegnoso" tranello per il killer di travolgente, catastrofica goffaggine".
("Il Mattino", Valerio Caprara 01/12/93)

 

"Però, Misterioso omicidio non è solo una commedia thrilling. E', nuovamente, un film in cui Woody Allen scherza sulla morte, in cui affronta con angoscioso umorismo la constatazione che il delitto è uno dei possibili comportamenti umani: non esistono solo i serial-killer, anche stimati scienziati (come il Martin Landau di Crimini e misfatti) o noiosi borghesi come il signor House possono diventare assassini. E, al tempo stesso, Allen racconta il crimine attraverso gli occhi di una donna - anch'essa borghese, e non poco nevrotica - che vede delinquenti dappertutto: il che sembra davvero un modo, tristemente ironico, di "elaborare il lutto" legato alla vicenda Farrow, di commentare senza darlo a vedere il comportamento di Mia dopo la loro separazione (si sa, d'altronde, che il ruolo di Carol era stato scritto per lei). Film più denso e doloroso di quanto non appaia a prima vista, insomma. Tanto che le battute di spirito sembrano a volte forzate, come se Woody volesse farci ridere a tutti i costi ma non ne avesse, in fondo, tutta questa voglia. Come forzata è la cinefilia che percorre tutto il film (con citazioni di Wilder, Welles, Resnais, Hitchcock, Fred Astaire), un tratto molto snob che speravavamo Woody avesse relegato nel passato. Un film molto bello, ma che non entra nell'Olimpo dei capolavori di Woody. Che comunque sono tanti. E altri ne verranno, state tranquilli: nel frattempo, godetevi questo omicidio".
("L'Unità", Alberto Crespi 30/11/93)


COMMENTI: Misterioso omicidio a Manhattan

Giallo-rosa d'autore
Voto 8di 5
Il difetto dei film di Allen è che a volte affronta temi troppo ripiegati su se stesso,un pò velleitari e schizofrenici.Questo giallo-rosa ben congegnato è decisamente di buon livello.l'inizio ricorda un pò "Rosemary's baby" e il finale è un esplicito,palese omaggio a "La signora di Shanghai" di Welles.In mezzo una vicenda davvero spassosa,capace di mantenere una tensione alta e non parodistica.Insomma un giallo in piena regola con Diane keaton scatenatissima e all'altezza di un Allen più misurato (e per questo credibile)del solito.Bel film
Michele, 36 anni, Venezia.
(14 Ottobre 2004)


Capolavoro senza tempo
Voto 10di 5
Divertente, intelligente, insomma... eccezionale! Ha ragione Mike, quando cominci a guardarlo ci sei "dentro", ne esci solo quando (purtroppo) finisce. Woody e' divino, la Keaton un mostro di bravura, per non parlare poi dei suoi abiti... all'epoca vestiva per davvero in quel modo, l'hanno copiata tutte! E quando in un film ci metti questi particolari cosi' personali in modo spontaneo perche' sei davvero cosi', senza guastare l'intento del regista, ne' modificando il personaggio (la stessa cosa e' accaduta in Io e Annie) allora siamo al cospetto di un capolavoro... i film di oggi possono solo sognare di raggiungere la spontaneita', i colori, le descrizioni e le battute di questo classico. Assolutamente da vedere e rivedere, vi consiglio l'acquisto del dvd, ne vale davvero la pena!
Federica, 23 anni, Roma.
(14 Settembre 2004)


Ho gia l adrenalina che mi esce dalle orecchie!!
Voto 8di 5
Mi e piaciuta molto questa "commedia poliziesca" firmata dal geniale woody allen. i film di allen sono sempre molto belli e curati,ma spesso mancano quasi totalmente di trama,invece "misterioso omicidio a manhattan"proprio perche e un giallo,ha una trama chiara,ben congegnata e molto coivolgente.ovviamente non manca lo strepitoso humor dell autore che rende certe scene veramente esilaranti(quando woody e la keaton sono nell acensore ho riso come un pazzo!!) piccola curiosita:in una scena del film appare il figlio della coppia protagonista lipton, l attore che lo interpreta e in realta il protagonista del famoso telefilm "scrubs",che andava in onda su mtv tutti i giovedi sera di qualche mese fa
Enrico, 17 anni, Torino.
(9 Settembre 2004)


Mitico
Voto 9di 5
Mi e' piaciuto moltissimo...io l'ho visto prima in inglese e poi in italiano..e devo dire che in italiano nn rende come in inglese, dato che ci sono molte battute che sn capite solo se si conosce lo slang di new york..splendido film, comunque, soprattutto la parte in cui fanno la telefonata a mr house con la voce registrata!!
Mrs_roddick, 17 anni, Sa.
(31 Agosto 2004)


per pochi...
Voto 10di 5
Non credo che molti tornino indietro a leggere le opinioni su film di qualche anno fa, ma approfitto di questo spazio per lasciare un piccolo tributo. Molti lo reputano il capolavoro di Woody Allen, e dicono di aver imparato ad apprezzarlo proprio dopo averlo visto. E' infatti il suo film più conosciuto e citato, è quasi un patrimonio collettivo, o meglio di quella che senza tanto riflettere amiamo chiamare "civiltà" occidentale. E' forse questo che mi mette in imbarazzo: è un pezzo unico, e irripetibile, e come tutti i collezionisti vorrei che appartenesse solo a me, o che fosse un film d'essai, un segreto condiviso solo da una cerchia di iniziati. E' un film perfetto da vedere d'inverno, quando fuori piove o, meglio ancora, nevica. Per un momento la nostra realtà coincide con quel film, e noi siamo felici. E' così che vi sentite quando lo rivedete? Se state leggendo queste righe forse si...
Mike, 30 anni, Torino.
(24 Novembre 2003

 


CREDITI COMPLETI: Misterioso omicidio a Manhattan

Directed by
Woody Allen

Writing credits
Woody Allen and Marshall Brickman

Cast (in credits order)
Woody Allen .... Larry Lipton
Diane Keaton .... Carol Lipton
Jerry Adler .... Paul House
Lynn Cohen .... Lillian House
Ron Rifkin .... Sy
Joy Behar .... Marilyn
William Addy .... Jack, the Super
John Doumanian .... Neighbor
Sylvia Kauders .... Neighbor
Ira Wheeler .... EMS Doctor
Alan Alda .... Ted
Anjelica Huston .... Marcia Fox
Melanie Norris .... Helen Moss
Marge Redmond .... Mrs. Dalton
Zach Braff .... Nick Lipton
George Mason .... 21 Club Staff
Linda Taylor .... 21 Club Staff
Aida Turturro .... Hotel Day Clerk
John A. Costello .... Policeman
Frank Pellegrino .... Policeman
Philip Levy .... Policeman
Wendell Pierce .... Policeman
Steven Randazzo .... Policeman
Yanni Sfinias .... Hotel Night Clerk
Gloria Irizarry .... Hotel Maid
Ruth Last .... Lillian's Sister
Suzanne Raffaelli .... Theater Auditioner
Al Cerullo .... Helicopter Pilot

rest of cast listed alphabetically
Harry Lavin .... Himself (21 Club Greeter) (uncredited)

Produced by
Robert Greenhut .... producer
Joseph Hartwick .... co-producer
Charles H. Joffe .... executive producer
Thomas A. Reilly .... associate producer (as Thomas Reilly)
Helen Robin .... co-producer
Jack Rollins .... executive producer

Non-Original Music by
Cole Porter (opening title "I Happen To Like New York")

Cinematography by Carlo Di Palma

Film Editing by Susan E. Morse

Casting by Juliet Taylor

Production Design by Santo Loquasto

Art Direction by Speed Hopkins

Set Decoration by Susan Bode

Costume Design by Jeffrey Kurland

Makeup Department
Fern Buchner .... makeup artist
Romaine Greene .... hair stylist

Production Management
Joseph Hartwick .... production manager

Second Unit Director or Assistant Director
Evan Labb .... dga trainee
Richard Patrick .... second assistant director
Thomas A. Reilly .... first assistant director (as Thomas Reilly)

Art Department
Frank Didio .... head carpenter
Vincent Guarriello .... chief construction grip
Glenn Lloyd .... art department coordinator
James Mazzola .... property master
Wayne Moss .... stand-by carpenter
Ron Petagna .... construction coordinator
Peter Rogness .... assistant art director
Cosmo Sorice .... stand-by scenic artist
James Sorice .... master scenic artist
Dave Weinman .... set dresser

Sound Department
Lee Dichter .... sound re-recording mixer
Frank Graziadei .... sound recordist
Robert Hein .... sound editor (as Bob Hein)
Kristen M. Johnson .... assistant sound editor
Dan Korintus .... assistant sound editor
James Sabat .... production sound mixer
Louis Sabat .... boom operator

Other crew
Michael Adkins .... wardrobe supervisor: men
Neil Astrow .... production assistant
Kent Blocher .... assistant film editor
Tracy Bonbrest .... production assistant
Ronald Burke .... best boy grip
Michael Caracciolo .... second assistant camera
Charles Chaisson .... thanks
Kay Chapin .... script supervisor
Bill Christians .... wardrobe supervisor: men
Drew Dillard .... location scout
Antoine Douaihy .... location scout
Patricia Eiben .... wardrobe supervisor: women
Lisa Emerson .... production assistant (as Lisa K. Emerson)
Judie Fixler .... additional casting
Tony Fleming .... production assistant
John Fortunato .... camera trainee (as Jon Fortunato)
Jennifer Gerould .... production assistant (as Jenefer Gerould)
Lauren Gibson .... assistant: Mr. Allen
Michael Green .... first assistant camera
Jennifer Greenhut .... production assistant
Brian Hamill .... still photographer
David Hummel .... location scout (as Dave Hummel)
Sam Hutchins .... location scout
Aleen Keshishian .... casting assistant
Scott Kordish .... assistant production auditor
William Kruzykowski .... assistant film editor
Leslie Loftis .... production assistant
Peter Lombardi .... production auditor
Brian Mannain .... studio manager
Jim Manzione .... best boy electric
Suzanne McCabe .... assistant costume designer
Harold 'Whitey' McEvoy .... transportation captain
Dick Mingalone .... camera operator
Meagan Monaghan .... location scout (as Megan Monaghan)
Lois Nalepka .... assistant production coordinator
Virginia D. Patton .... costume assistant
Ray Quinlan .... gaffer
Ilyse A. Reutlinger .... assistant: Mr. Greenhut (as Ilyse Reutlinger)
Dana Robin .... location manager
Helen Robin .... production coordinator
Laura Rosenthal .... casting associate
Robin F. Samson .... location scout (as Robin Samson)
Jodi Shapera .... production assistant
Bobby Short .... singer: "I Happen To Like New York"
Peter Tavis .... transportation captain
Todd M. Thaler .... additional casting (as Todd Thaler)
Pamela Thur .... location scout
Carl Turnquest Jr. .... projectionist
Rick Vasquez .... production assistant
Robert Ward .... key grip (as Bob Ward)
Gilbert S. Williams .... production assistant (as Gilbert S. Williams Jr.)
Nicholas Wolfert .... production assistant
Tom Yeager .... production assistant
John Mingalone .... production assistant (uncredited)
Lucille Smith .... studio representative (uncredited)
Douglas Tirola .... production assistant (uncredited)
Joseph Zolfo .... location assistant (uncredited)