Prendi i soldi e scappa regista, sceneggiatore, attore dvd8 1969 comico
   (Take the money and run )

Regia: Woody Allen
Sceneggiatura.: Woody Allen e Mickey Rose
Fotografia: Lester Shorr
Scenografia: Fred Harpman
Musiche: Marvin Hamlisch
Montaggio
: Ralph Rosemblum

Primo film di Allen regista: una catena di gag divertenti, ingabbiate in una struttura parodistica (del cinema gangster, carcerario, ecc. e del giornalismo televisivo d'inchiesta), che talvolta sconfinano nel territorio dell'assurdo in efficace equilibrio tra l'umorismo verbale e la comicità visiva.

Interpreti: Woody Allen (Virgil Starkwell), Janet Margoline (Louise), Marcel Hillaire (Fritz), Jacqueline Hyde (Miss Blair), Lonny Chapman (Jake), Jan Merlin (Al), Louise Lasser (Kay Lewis), Ethel Sokolow (madre di Virgil), Henry Leff (padre di Virgil)

Nazione: USA
Produz: Paloma PIctures
Distribuz.

Durata:
85', colore
Genere: commedia

APPROFONDIMENTI


LA TRAMA: Prendi i soldi e scappa

Dopo aver tentato inutilmente di esercitare svariate professioni, Virgil Starkwell decide di diventare rapinatore, ma finisce subito in carcere. Dopo un fallito tentativo di evasione, Virgil si vede aumentare la pena di due anni. Ottenuta la libertà condizionata, lo sfortunato rapinatore si innamora di Louise, una giovane che aveva tentato di scippare. Virgil tenta un colpo in banca ma viene arrestato. Ben presto riesce ad evadere, sposa Louise e lavora come spedizioniere. Una collega scopre il suo passato e lo ricatta. Virgil la uccide e scappa al sud. Organizza una nuova rapina in banca ma viene arrestato. Evaso per la seconda volta, Virgil tenta di rapinare un amico, che lavora per l'FBI. In carcere, illustra ad un intervistatore i vantaggi della vita criminale.


APPROFONDIMENTI: Prendi i soldi e scappa

 


 


PREMI E RICONOSCIMENTI: Prendi i soldi e scappa

Laurel Awards
Year Result Award Category/Recipient(s)
1970 Nominated Golden Laurel Male Comedy Performance
Woody Allen
4th place.
Male New Face
Woody Allen
10th place.
 
Writers Guild of America, USA
Year Result Award Category/Recipient(s)
1970 Nominated WGA Award (Screen) Best Comedy Written Directly for the Screen
Woody Allen
Mickey Rose

 


CURIOSITA': Prendi i soldi e scappa

  • One hundred San Quentin prisoners were paid a small fee to work on the film during the prison sequences. The regular cast and crew were stamped each day with a special ink that glowed under ultra-violet light so the guards could tell who was allowed to leave the prison grounds at the end of the day.

  • Woody Allen's decision to become his own director was partially spurred on by the chaotic and uncontrolled filming of Casino Royale (1967), in which he had appeared two years previously.

  • Allen's first cut was deemed to be decidedly unfunny, including his death scene in a slow-mo hail of bullets, like Bonnie and Clyde. Producers Jack Rollins and Charles H. Joffe convinced him to sit with top editor Ralph Rosenblum to see what could be salvaged. The first thing Rosenblum did was cut out the gory ending, then he restructured the film completely, and generally tightened up Allen's loose narrative. This effort transformed the finished film into a comedy classic. Rosenblum subsequently became Allen's editor of choice on most of his next films, including Bananas (1971), Sleeper (1973), Love and Death (1975) and Annie Hall (1977).

  • The first widely released "mockumentary".

  • The first time Woody Allen performed the triple duties of writing, directing and acting in a film.

  • Filmed for 10 weeks in the San Francisco area. Allen joked that it was a better place to spend the summer than Cleveland but, in reality, he knew that the city was compact enough to allow him and his crew to complete 87 moves in 50 days. His film crew knew that such a daunting schedule was more suited to the TV industry, where working till 10 or 11 at night was commonplace. But Allen completed the film without once working late, and several times he wrapped for the day at 4 o'clock.

  • Micil Murphy returned to prison for a role in the film. He had become an actor after being paroled from San Quentin in 1966 after serving five and a half years for armed robbery.

  • This was the first movie that Woody Allen directed. His initial lack of either confidence or track record prompted him to initially ask Jerry Lewis to direct the movie, but Lewis was busy with his own work.

  • Allen initially filmed a downbeat ending in which he was shot to death, courtesy of special effects from A.D. Flowers. Allen's editor, Ralph Rosenblum (whose first work with Allen this was), convinced him to go for a lighter ending.

  • The film Virgil shows his gang ("Trout Fishing in Quebec") is listed as being a Rollings and Joffe production, the real-life producers of Woody Allen.

CITAZIONI: Prendi i soldi e scappa

Frasi

Dialoghi

Scena1

  Virgil Starkwell  Woody Allen
  Fritz Marcel Hillaire
  Frank Micil Murphy
Virgil Starkwell (WA) Abbiamo la macchina da presa, i proiettori, un camioncino. L’idea sarebbe di fermarsi davanti alla banca e fingere di fare un film. Noi saremo gli attori. Ma ci serve qualcuno per fare il regista.
Frankie Virgil! Conosco io il tipo adatto. Un vero ex regista, uno che fa la fame. Uno che si chiama... Fritz!
Fritz
(incontra Virgil Starkwell)
Sì, io farò il regista! Sa, lo sono stato per davvero, molti anni fa, all'epoca del muto. Ho lavorato con John Gilbert, Rodolfo Valentino, Langer, Disner.
Virgil Starkwell Ma gli ultimi due non erano tennisti?
Fritz
(incupendosi)
Sono stato anche raccattapalle allo stadio Yankee! Hollywood è finita! Purtroppo non si apprezzano più i geni. Ma ora rivestirò ancora una volta i miei vecchi panni di regista e quanto a te... sarai il mio attore. Tu entri nella banca e dici «Mani in alto, è una rapina! » e subito dopo la musica attacca, è il tema: musica suggestiva! Prova un po', ripeti la battuta!
Virgil Starkwell Mani in alto, è una rapina.
Fritz No no no. Più incisivo! Prova ancora!
Virgil Starkwell Fritz! Senti, Fritz, noi facciamo una rapina, non un film.
Fritz Certo. Dimenticavo, scusami. Ma vedrai che un po’ di tocco artistico non guasterà. Grazie a tutti, stampane un pezzo! Ora pausa!

 

Scena2

  Virgil Starkwell  Woody Allen
  Fritz Marcel Hillaire
Narratore Per prima cosa Virgil sceglie la banca e filma il salone mascherando la cinepresa in modo insospettabile (dentro una grossa pagnotta di pane che impugna come una macchina da presa). (...)

(...) La rapina va male perché la banda di Virgil Starkwell si incontra con un’altra che – in perfetta coincidenza –  sta facendo un uguale colpo. Tra le due bande inizia una discussione –  con tanto di votazione dei rapinati su chi preferire – interrotta da un furente Fritz.

Fritz E questa sarebbe una scena di rapina? Io ho dato l'azione da almeno cinque minuti!!! Ma guarda un po' che roba! Che ci fa questa comparsa? (rivolgendosi al capo della banda rivale) Sostituitelo! Azione, muoversi! (scappano tutti) Non così, non così! Più dinamismo! (tutti i membri della banda vengono arrestati).

 

Scena3

  Virgil Starkwell  Woody Allen
Virgil Starkwell (WA)
(presenta il piano della rapina ai componenti della banda)
Ora vedrete un filmato. Lo vedremo una volta sola. Poi, per distruggere le prove, mangeremo la pellicola. Ne toccano sette metri a testa. Mia moglie ha preparato il caffè. Se volete c’è il bicarbonato. Attenzione!

A sorpresa inizia un documentario con voce dello speaker «Pesca delle trote in Canada, terra d’avventura e di mistero!».

William
(uno della banda)
Il documentario c'è sempre, non ti salvi. (...)

Virgil Starkwell (WA) viene arrestato per l’ultima volta e un cineamatore che si trova lì per caso filma le fasi della, sua cattura e la racconta in un’intervista.

Cineamatore Io venivo da quella parte e questo è il posto dove avvenne il fatto. Venivo di lì perché avevo portato i pantaloni in tintoria ed ero un po’ irritato perché l’ultima volta avevo domandato di cucirmi un bottone e non lo avevano fatto, così...
Intervistatore Sì, ma veniamo al punto.
Cineamatore Oh, certo! Dunque, vi dirò cos'è successo esattamente quella mattina, dal mio punto di vista. Avevo la cinepresa – una fortuna, perché in seguito divenni celebre per quello che è successo e perché avevo la cinepresa con me –. Avevo appena fatto colazione: due uova al piatto, un toast e non ricordo se un succo di arancia o di pompelmo, probabilmente si trattava di arancia ma non sono sicuro. Ad un certo momento... sì, era arancia, ora ricordo!
Intervistatore Ma al punto quando ci arriviamo?

 

 


RECENSIONI: Prendi i soldi e scappa



Un tipetto timido di Baltimora cerca di vincere il suo complesso di inferiorità con una carriera di criminale, ma non ne ha la vocazione. 1 film di Allen regista: una catena di gag divertenti, ingabbiate in una struttura parodistica (del cinema gangster, carcerario, ecc. e del giornalismo televisivo d'inchiesta), che talvolta sconfinano nel territorio dell'assurdo in efficace equilibrio tra l'umorismo verbale e la comicità visiva. Distribuito in Italia dopo Il dittatore dello stato libero di Bananas.

Il Morandini, Zanichelli Editore


Critica di Francesco Mininni, Magazine italiano tv:

"Così nacque Woody Allen regista: sembrava un comico e invece era già un Pierrot esistenziale in cerca della maniera migliore di esprimersi. Oggi la musica è cambiata: ma le radici sono sempre importanti". (Francesco Mininni, "Magazine italiano tv").

 


da "Segnalazioni cinematografiche"

"L'umorismo e la satira, basati sul nonsenso e sulla battuta a freddo, il più delle volte sollecitano la riflessione anzichè la risata".


 

 

 

«Prendi i soldi e scappa»: rapine fallite

di Paola Galgani

 

Nel cinema statunitense della fine degli anni Sessanta i vari generi legati a tematiche criminali (poliziesco, gangster-movie, noir, carcerario, eccetera) si erano a tal punto cristallizzati e codificati in una serie regole, ambientazioni, personaggi, situazioni e luoghi comuni universalmente conosciuti, da poter generare delle parodie degli stessi generi. La più celebre è senz’altro Prendi i soldi e scappa (Take the Money and Run), che Woody Allen realizzò nel 1969 dopo aver rimontato nel 1966 il lungometraggio Che fai, rubi? (Waht's Up, Tiger Lily?) diretto dal regista giapponese Senkichi Taniguchi, una parodia del genere 007 che Allen aveva rimaneggiato riscrivendo i dialoghi, parti della sceneggiatura e dirigendo delle sequenze aggiuntive per il mercato statunitense, ottenendo in questo modo un gustoso pastiche. Considerato il capolavoro del suo primo periodo, a parte alcune ingenuità di regia Prendi i soldi e scappa rimane una delle sue creazioni più divertenti, nonché fucina per i temi ossessivamente ricorrenti in tutta la filmografia successiva: la religione, la famiglia, il sesso, la psicoanalisi, e soprattutto l’originalissimo humour di stampo ebraico che caratterizzerà lo stile alleniano.
Il film è concepito come parodia sia nel tema sia nella forma: si presenta infatti sotto le mentite spoglie di un tipico documentario americano anni Sessanta, con una pretenziosa voce fuori campo che narra la vita del famigerato rapinatore Virgil, personaggio ispirato dal noto criminale Charles Starkweather (la cui data di nascita nel film corrisponde a quella di Allen, 1 dicembre 1935).
Contrariamente alle gesta del vero lestofante, però, quelle di Virgil hanno sempre avuto risultati catastrofici: già a partire dai primi anni di vita, questo ragazzino timido e complessato, abbandonato a se stesso dalla famiglia, sembra destinato a una disastrosa carriera criminale. Quando prova a unirsi alle bande giovanili del quartiere viene puntualmente preso di mira (conclusione consueta delle scorribande è la distruzione dei suoi occhiali da parte di chicchessia, buoni o cattivi), e già in occasione della sua prima rapina si intuisce il tenore delle future imprese: il distributore di gomme da masticare che doveva essere l’oggetto del furto finisce per “catturare” lui. In occasione del primo  colpo grosso viene disastrosamente arrestato, ma il carcere durerà poco, grazie al suo consenso a fare da cavia per un nuovo farmaco, che però ha il non trascurabile effetto collaterale di trasformarlo in un logorroico rabbino.

Neanche l’incontro salvifico con l’amore, la bellissima quanto ingenua Louise, un’anima solitaria come lui, può fare più di tanto: dopo un iniziale periodo di “buona condotta”, in cui per non deludere l’amata si spaccia per un musicista dell’ Orchestra Filarmonica, ricade nella tentazione della rapina, quella decisiva, che dovrebbe cambiargli la vita. Ma stavolta finisce davvero male: durante il colpo in banca, organizzato da solo, tutto sembra filare liscio, se non che il cassiere non comprende la grafia sul bigliettino che intima di consegnare il malloppo, suscitando una diatriba che si conclude con l’incarcerazione di Virgin. Una volta in carcere, tenta di fuggire ma come al solito non riesce a integrarsi nel gruppo di aspiranti evasi, e non viene avvisato per tempo che la fuga è stata rimandata alla settimana successiva. Questa volta sarà condannato ai lavori forzati: evade con cinque galeotti legati alla stessa catena. Dopo un periodo da fuggitivo, in cui cerca disperatamente di mantenere moglie e figlio con mezzi assurdi e disonesti, le sue ultime imprese gli attirano i sospetti dell’Fbi: alla fine viene di nuovo catturato e condannato senza speranza a ottocento anni di prigione, dopo un processo in cui gli sono state contestate ben cinquantadue imputazioni.
Nella struttura piuttosto semplice della storia si intrecciano le più svariate invenzioni a livello sia verbale sia visivo. In questo articolato insieme i vari frammenti costituiti da scene d’azione, d’amore, interviste a posteriori ai genitori e a testimoni occasionali della vicenda potrebbero essere scambiati a piacimento senza nulla togliere all’andamento comico del film. Si alternano così momenti di comicità classica, come quella dello scimmione che insegue Virgin che tenta di svaligiare un negozio di animali, a uno humour più sottile basato sui non-sense per cui Allen diverrà celebre, resi più profondi dalla evidente e sconcertante sincerità da cui scaturiscono; come dimenticare dialoghi di questo tipo:

“Presto avremo un bambino! Me l’ha detto il dottore. Sarà il mio regalo di Natale”.
“Ma a me bastava una cravatta!”.

O le spiazzanti riflessioni di Virgil:

“Dopo quindici minuti avevo capito di amarla per l’eternità, e dopo mezz’ora avevo completamente rinunciato all’idea di rubarle la borsetta”.

La cosa strana è che all’incompreso Virgil non capita mai di ricevere critiche per le sue azioni, ma piuttosto per gli insuccessi con cui queste si concludono puntualmente. A ben vedere, infatti, a essere ridicolizzato senza pietà non è tanto il variegato universo dei gangster quanto l’intero mito americano del successo a tutti i costi (applicabile a tutti gli ambienti e pertanto anche a quello malavitoso) che viene preso di mira nella sua subdola e pertanto più perniciosa immoralità. E con esso, il sistema di comunicazione di massa che ne divulga ampiamente il messaggio. Si susseguono infatti numerosi, nell’arco della storia, i riferimenti o rifacimenti di programmi televisivi tipici di quegli anni, purtroppo difficilmente afferrabili ai giorni nostri. Allen conosceva bene quei meccanismi di comunicazione, dato che già a diciassette anni, quando adottò il nome d’arte di Woody Allen, scriveva a pieno ritmo battute e gag per attori comici della radio e della televisione. Pur servendosi di un budget assai modesto, per ricostruire anche nello stile registico un tipico documentario televisivo è stato utilizzato uno studio mobile che permetteva alla troupe di spostarsi rapidamente da un set all’altro, mentre la cinepresa a mano dava modo di ottenere un effetto verità di tipo documentaristico.
Come elemento secondario a tutto questo si intreccia, attraverso l’uso improprio ed esilarante di numerosi filmati d’archivio, la satira politica, che sarà la base su cui si incentreranno i successivi Il dittatore dello stato libero di Bananas (distribuito in Italia prima di Prendi i soldi e scappa) e Il dormiglione. Un esempio per tutti, allo scorrere delle immagini di Eisenhower e Nixon  che giocano a golf, la voce fuori campo recita impassibile: “Il 1956 fu un anno felice per molte persone”. Operazioni beffarde che anticipano Zelig, ma che non possono non far venire alla mente, per restare a casa nostra, programmi come Blob, nonché gli studiati montaggi di documentari acclamati come  quelli di Michael Moore (Farhenheit 9/11) o il discusso The Corporation (2004).
Numerosissimi sono gli omaggi a film e a maestri del passato, come quello a Groucho Marx, caposaldo della comicità alleniana, la cui maschera è indossata dagli imbarazzati genitori per camuffarsi davanti alla cinepresa; o la sequenza ambientata nella lavanderia del carcere, in cui Virgil se la deve vedere con un rapidissimo marchingegno per piegare i vestiti, evidente omaggio a Tempi moderni di Chaplin (1936). A volte il gioco è costruito con qualche ingenuità, come per la scena romantica della coppietta sulla spiaggia, rifacimento di Un uomo, una donna di Claude Lelouch (1966). Ma sicuramente l’ambito più significativo di riferimento da cui il film attinge a piene mani, correlato più strettamente con l’argomento, è quello del cinema attinente il mondo del crimine in generale, e più in particolare i film di gangster, o il sottofilone carcerario. Alcune scene sono semplicemente rifatte con le stesse inquadrature, come quelle tratte da Gangster Story di Arthur Penn (1967) e da Io sono un evaso di Mervyn LeRoy (1932). Ma l’apice viene raggiunto quando al film parodiato viene accompagnato l’elemento destabilizzante: Virgil viene rinchiuso in una cella d’isolamento sotterranea proprio come Paul Newman in Nick mano fredda di Stuart Rosemberg (1967), ma vi trova un agente assicurativo le cui chiacchiere inconcludenti incarnano la punizione vera e propria.
Allen sarà accompagnato per tutto il resto della sua carriera dalla sua spiccata predilezione per i film sul crimine: citiamotra gli altri Misterioso omicidio a Manhattan (1993), Criminali da strapazzo (2000), Ho solo fatto a pezzi mia moglie (2000) e La maledizione dello scorpione di giada (2001). E forse nella passione per i fuorilegge il suo malcapitato psicoanalista avrà potuto scorgere una metafora del suo rapporto col mondo, della sua visione da outsider, o magari un’espressione della paura di non farcela con i mezzi consueti e legali, o  forse ancora una concretizzazione del desiderio di “rubare” agli spettatori una risata non fine a se stessa.

 

 

 

Recensione da "Il Mereghetti 2000":

Primo lungometraggio di Allen, e capolavoro del suo primo perioco. Articolato come la parodia di un documentario televisivo, con tanto di interviste ai testimoni, distrugge di fatto ogni coerenza logica e narrativa. Le gag visive (Virgil che entra in un negozio di animali per svaligiarlo e ne esce inseguito da un gorilla) convivono con quelle legate a un più originale gusto dell’assurdo e del paradosso portato alle estreme conseguenze (le discussioni tra cassieri e direttori sull’ortografia del messaggio con cui Virgil avverte che si tratta di una rapina) e con l’uomorismo verbale per cui Allen sarà celebre («Dopo 15 minuti avevo capito di amarla per l’eternità, e dopo mezz’ora avevo completamente rinunciato all’idea di rubarle la borsetta»). Qualche lungaggine solo nella parodia dei film carcerari come io sono un evaso. L’uso beffardo dei materiali d’archivio (con molto vetriolo sugli Usa degli anni Cinquanta) anticipa Zelig. In Italia venne distribuito solo dopo Il dittatore dello stato libero del Bananas.

 



CREDITI COMPLETI: Prendi i soldi e scappa

 

Woody Allen ... Virgil Starkwell
Janet Margolin ... Louise
Marcel Hillaire ... Fritz
Jacquelyn Hyde ... Miss Blair
Lonny Chapman ... Jake
Jan Merlin ... Al
James Anderson ... Chain Gang Warden
Jackson Beck ... The Narrator (voice)
Howard Storm ... Fred
Mark Gordon ... Vince
Micil Murphy ... Frank
Minnow Moskowitz ... Joe Agneta
Nate Jacobson ... The Judge
Grace Bauer ... Farm House Lady
Henry Leff ... Mr. Starkwell, Virgil's Father
Ethel Sokolow ... Mrs. Starkwell, Virgil's Mother
Louise Lasser ... Kay Lewis
Dan Frazer ... The psychiatrist (as Don Frazier)
Mike O'Dowd ... Michael Sullivan
rest of cast listed alphabetically:
Stanley Ackerman ... Stanley Krim, the photographer (uncredited)
Thomas Bellin ... Member of Virgil's gang (uncredited)
Roy Engel ... Prison guard captain (uncredited)
Mickey Rose ... Chain gang man (uncredited)
Paul Schumacher ... Patrolman Lynch (uncredited)

Produced by
Sidney Glazier .... executive producer
Jack Grossberg .... associate producer
Charles H. Joffe .... producer
Jack Rollins .... producer (uncredited)
Edgar J. Scherick .... executive producer (uncredited)
 
Original Music by
Marvin Hamlisch  
 
Cinematography by
Lester Shorr  
 
Film Editing by
Paul Jordan  
Ron Kalish  
 
Casting by
Marvin Paige  
 
Art Direction by
Fred Harpman  
 
Set Decoration by
Marvin March  
 
Makeup Department
Stanley R. Dufford .... makeup artist
 
Production Management
Fred T. Gallo .... unit manager
Jack Grossberg .... unit production manager
 
Second Unit Director or Assistant Director
Walter Hill .... second assistant director
Louis A. Stroller .... assistant director
Stanley Ackerman .... second second assistant director (uncredited)
 
Art Department
Ted Moehnke .... construction supervisor (as Theodore Moehnke)
Ken Phelps .... set propertyman
Chardin W. Smith .... chargeman painter
 
Sound Department
Bud Alper .... sound mixer
Frank Kulaga .... music recordist
Sanford Rackow .... music and sound effects editor
John Strauss .... music and sound effects editor
Dick Vorisek .... re-recording engineer (as Richard Vorisek)
 
Special Effects by
A.D. Flowers .... special effects
 
Stunts
Carol Daniels .... stunts (uncredited)
 
Camera and Electrical Department
Til Gabani .... camera operator (as Till Gabbani)
Morton Gorowitz .... lighting supervisor
Fred Hoffman .... photographer: second unit
Harry Stern .... grip
Jack H. Wilson .... gaffer
William Mendenhall .... camera operator (uncredited)
 
Other crew
Don Boutyette .... unit publicist
Felix Giglio .... music supervisor
James T. Heckert .... supervising editor
Erick M. Hjemik .... wardrobe supervisor
Kermit Levinsky .... conductor
Kermit Levinsky .... orchestrator
Jeanetta Lewis .... script supervisor
Henry Polonsky .... production assistant (as Hank Polonsky)
Ralph Rosenblum .... editorial consultant
Fouad Said .... location manager
Bert Schneiderman .... production auditor
Lynn Vogel .... production secretary
Bob Wolfe .... set wardrobe