Tutti dicono I love you regista, sceneggiatore, attore dvd8 1996 musical
   (Everyone says I love you)

Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Carlo Di Palma
Scenografia: Santo Loquasto
Costumi: Jeffrey Kurland
Musiche: Dick Hyman
Montaggio: Susan E. Morse

E una romantic comedy con vecchi trucchi e nuovi effetti speciali: narra le peripezie sentimentali di una famiglia ricca, eccentrica e liberal di New York durante una trasferta in Europa, tra Venezia e Parigi.

Interpreti: Woody Allen (Joe), Alan Alda (Bob), Goldie Hawn (Steffi), Julia Roberts (Vonnie), Drew Barrymore (Skilar), Natasha Lyonne (Djuna), Edward Norton (Holden)


Nazione: USA
Produz: Miramax
Distribuz: Cecchi Gori
Durata:
100 '
Genere: musical, commedia

Filmografia


LA TRAMA: Tutti dicono I love you

Peripezie sentimentali di una famiglia ricca, eccentrica e liberal di New York durante una trasferta in Europa, tra Venezia e Parigi. E la 1a commedia musicale di un autore-attore che ha sempre fatto un cinema zeppo di canzoni. E una romantic comedy con vecchi trucchi e nuovi effetti speciali (anche il ricorso alla "computer graphic") in cui si parla d'amore e sull'amore si mette l'accento: amori che nascono, amori che passano. Il romance stinge nella malinconia, ma il sessantenne W. Allen ha la malinconia generosa: sull'amore fa intenerire, ma anche sorridere o ridere: "... in Allen parlare di cuore significa necessariamente parlare anche di testa, anzi di cervello..." (Franco La Polla) E anche una dichiarazione d'amore alle città che ama: New York anzi tutto, ma anche Parigi e Venezia. L'Italia è un suo amore recente, forse indotto da Carlo Di Palma, mago delle luci. Come si conviene a una commedia musicale, c'è una forte carica di irrealismo: nessuno lavora in questa famiglia, e gli agganci con la realtà sociale sono rari, spesso non felici. Ma il colpo di stiletto sulla conversione a destra di uno dei figli, in polemica con il radicalismo chic dei genitori, va a segno. E una sagra di canzoni swing degli anni '30 e '40, mirabilmente arrangiate da Dick Hyman per la sua grande orchestra. Allen è un regista melodico.


APPROFONDIMENTI: Tutti dicono I love you

Budget: $20m (USA)
Gross: $9.714m (USA), $16.104m (non-USA)
ITL 5,004,513,000 (Italy)
Release Date: December 6, 1996 (NYC / LA), January 3, 1997 (USA), February 12, 1996 (France), August 14, 1997 (Germany), August 15, 1997 (Austria), September 5, 1997 (Denmark), September 5, 1997 (Finland)

Links ufficiali: Miramax


PREMI E RICONOSCIMENTI: Tutti dicono I love you

  • Boston Society of Film Critics Awards
    Year 1996
    Won BSFC Award
    Best Supporting Actor
    Edward Norton
    Also for Primal Fear (1996) and People vs. Larry Flynt, The (1996).
  • Casting Society of America, USA
    Year 1997
    Nominated Artios
    Best Casting for Feature Film, Comedy
    Juliet Taylor
  • Chicago Film Critics Association Awards
    Year 1997
    Won CFCA Award
    Most Promising Actor
    Edward Norton
    Also for People vs. Larry Flynt, The (1996) and Primal Fear (1996).
  • César Awards, France
    Year 1998
    Nominated César
    Best Foreign Film (Meilleur film étranger)
    Woody Allen
  • European Film Awards
    Year 1997
    Nominated Screen International Award
    Woody Allen, USA
  • Golden Globes, USA
    Year 1997
    Nominated Golden Globe
    Best Motion Picture - Comedy/Musical
  • Golden Satellite Awards
    Year 1997
    Nominated Golden Satellite Award
    Best Motion Picture - Comedy or Musical
    Robert Greenhut
    Best Performance by an Actor in a Supporting Role in a Motion Picture - Comedy or Musical
    Woody Allen
    Best Performance by an Actress in a Supporting Role in a Motion Picture - Comedy or Musical
    Goldie Hawn
  • Los Angeles Film Critics Association Awards Year 1996
    Won LAFCA Award
    Best Supporting Actor
    Edward Norton
    Also for Primal Fear (1996) and People vs. Larry Flynt, The (1996).
  • National Board of Review, USA
    Year 1996
    Won NBR Award
    Best Supporting Actor
    Edward Norton
    Also for Primal Fear (1996) and People vs. Larry Flynt, The (1996).
  • Southeastern Film Critics Association Awards
    Year 1997
    Won SEFCA Award Best Supporting Actor
    Edward Norton
    Also for People vs. Larry Flynt, The (1996) and Primal Fear (1996).
  • YoungStar Awards
    Year 1997
    Nominated YoungStar Award
    Best Performance by a Young Actress in a Comedy Film
    Gaby Hoffmann
    Best Performance by a Young Actress in a Comedy Film
    Natalie Portman

 


CURIOSITA': Tutti dicono I love you

  • Tracey Ullman and Liv Tyler filmed scenes for this film, but all were cut by director Woody Allen to reduce running time.
  • Woody Allen had to tell Goldie Hawn to try to sing worse because she sang too well to be believable as a normal person just breaking into song.
  • The actors sing their own songs except for Drew Barrymore, who convinced Woody Allen that her singing was too awful even for the realistic singing voices he was after. She said she doesn't even sing in the shower. Allen's comments on his decision was because the singing was "outside the limits of human tolerance."
  • In the foreign release of this film the producers wanted all the singing in English, and all the dialog dubbed. There is one scene where Goldie Hawn is speaking while Alan Alda is singing live on the set. This segment of singing had to be re-dubbed into English by Vocal Contortionist Jeff Bergman - Segment Produced by Roy Yokelson.
  • The title of the film comes from a song in the Marx Brothers movie Horse Feathers (1932). Each of the Marx Brothers sing their own version of the song at one time or another during the movie and the melody can be heard towards the end of Everyone Says I Love You, even though no one actually sings any of the Marx Brothers versions.
  • Crew or equipment visible: The camera and Woody Allen are reflected in a mirror during the dance scene in the Jewelry.

RECENSIONI: Tutti dicono I love you

tutti20.jpg (13351 bytes)Tutto il cinema di Woody Allen (quantomeno quello da "Manhattan" in avanti) può essere definito musicale, e non ci riferiamo alla grazia mozartiana da cui esso è pervaso: ma agli splendidi standard di Gershwin, Porter, Kern, Mercer (e via enumerando) che ne hanno accompagnato le immagini sullo schermo, facendo delle rispettive colonne sonore veri e propri gioiellini da audiofilo.
Era perciò quasi nell'ordine delle cose che prima o poi il Nostro decidesse di firmare un musical: in "Tutti dicono I love you", quindi, l'azione spesso si interrompe per lasciar spazio a canzoni ed intermezzi danzati, talvolta espliciti omaggi al glorioso passato d'un genere caduto quasi in disuso (lo scatenamento di clienti e commessi nella gioielleria sulle note di "My baby just cares for me", che rifà il verso alla Marilyn di "Diamonds are a girl's best friends"; il balletto finale di Allen e Goldie Hawn con Notre Dame sullo sfondo, evidentemente riecheggiante quello sotto il ponte della Senna di Gene Kelly e Leslie Caron in "Un americano a Parigi").
tutti40.jpg (13850 bytes)La trama conta poco, ancora una volta ronde di sentimenti e passioni all'insegna d'uno spleen agrodolce: siamo, per capirci, dalle parti di "Hannah e le sue sorelle", ma l'ambiente è stavolta decisamente upper class e gli sfondi spaziano sino a Parigi e Venezia.
La morale è quella, più sorridente e meno ansiogena, dell'ultimo Allen: enjoy yourself - come da titolo del numero di danza "fantasmatico" -, divertiamoci, la vita è breve e ad ognuno spetta il compito di far del proprio meglio per godersela.
Attori bravissimi e battute formidabili, ritmo scorrevole e trovate esilaranti supportano a meraviglia detta tesi: ma anche chi non condivida il lieve, divertito immoralismo sotteso alla vicenda - d'altra parte la title track di "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso, ma non avete mai osato chiedere" non ci diceva forse "Let `s misbehave", comportiamoci male? - non potrà fare a meno di apprezzare l'impagabile divertimento procurato da questi appunti su un discorso amoroso.

Francesco Troiano

 

Recensione di Emanuela Martini, "FilmTv" anno 5 n° 6:

    Cantano e ballano proprio tutti gli attori nell'ultimo, geniale, film di Woody Allen. Un musical ambientato tra Parigi, New York e Venezia che è una gioia per gli occhi e… il cuore.

La tenerezza malinconica di "Hannah e le sue sorelle", l'indiscrezione puntigliosa di "Un'altra donna", le trovate paradossali di "Ciao Pussycat" (sceneggiato da Allen nel '65), la macchina a mano di "Mariti e mogli", il romanticismo di "Manhattan". Aggiungere un pizzico del musical newyorkese all'aria aperta alla Donen/Kelly, la raffinatezza di Minnelli, il lusso scintillante di "Gli uomini preferiscono le bionde" di Hawks, la follia imprevedibile e irridente dei fratelli Marx. Miscelare, ed ecco l'ultimo, geniale film di Woody Allen, un puro musical, dove tutti i personaggi, dai barboni per strada ai manichini nelle vetrine di Saint Laurent, ai ragazzini mascherati per Halloween, all'improvviso cominciano a cantare e, talvolta, a ballare. Chi ha un fil di voce (Allen, con "I'm Through with Love", il filo conduttore del film), chi intona con garbo sornione (Alan Alda, che sta diventando il perfetto alter ego di Al1en), chi rivela una voce perfettamente impostata (Tim Roth, improbabile gangster innamorato, in una scena romantica con Drew Barrymore). "Tutti dicono I Love You" è un piacere per gli occhi, per l'intelligenza e per lo spirito, una storia di famiglia, di innamoramenti e di malinconie, della vita che va avanti per caso e per follia, basta imparare a riderci (e a ballarci) su.
Nato dalle esibizioni del Coro in "La dea dell'amore", è parente strettissimo di "Io e Annie", "Manhattan" e "Hannah e le sue sorelle", che, alla loro maniera, erano già costruiti come musical. Almeno quattro numeri impagabili: "My Baby Just Cares for Me" (dal gioielliere, puro anni '50), "Enjoy Yourself (It's Later Than You Think)" (irresistibile, nella camera mortuaria), l'ultimo "I'm Through with Love" (anche "danzato" sulla Senna da Allen e Goldie Hawn) e la festa dei Groucho Marx. Entrerà nella lista delle cose per le quali vale la pena vivere?

 

RECENSIONE

  Il tocco lieve di Woody Allen (Tutti dicono I love you) o il monito storico di Francesco Rosi  (La tregua)? Non tacciateci di esterofilia, ma non abbiamo dubbi nel consigliarvi il primo, proprio perché il cinema è magia delle immagini e crediamo che non basti un contenuto "alto" per giustificare ogni intenzione. Chi segue da anni il lavoro di Allen ogni volta si trova di fronte a partiture narrative anche monocordi, ma tonificate da illuminazioni di regia sempre effervescenti, dove la banalità del quotidiano, la dinamica classica dei sentimenti si arricchiscono di una fecondo estro autoriale che sa vivacizzare ogni frangente. La dea dell'amore aveva "teorizzato" con sorridente ironia l'affinità del coro nelle tragedie greche con la struttura coreografica del musical hollywoodiano. Ora, con Tutti dicono I love you, Woody osa il grande passo e costruisce questo suo 26° film come un vero musical classico: l'apertura con Edward Norton e Drew Barrymore che duettano sull'aria di "Just you, Just me" è soavemente retrò, ma deliziosamente romantica, dolce e "sdrucciola" in un cinema moderno che, nel bene e nel male, ha perso spesso le coordinate della grazia e della leggerezza e coniuga per lo più l'innamoramento con la provocazione sensuale, il sentimento con i vezzi della più sdolcinata retorica. In Allen invece, da sempre, tutto scorre con impagabile delicatezza, l'amore è l'utopia che muove il mondo, l'imbarazzo esistenziale lo specchio sincero del nostro vivere. Oggi, che ce lo racconta con un musical (dove "I'm through with love" è il sintomatico motivo conduttore), tutto ci appare ancora più vero perché la cornice delle canzoni e dei balletti ha il fascino distaccato della finzione, che non pretende di riprodurre il reale ma che dallo schermo riesce a perpetuare quel sogno ad occhi aperti che è l'anima rasserenante del cinema hollywoodiano (ricordate La Rosa purpurea del Cairo? ). Così Tutti dicono I love you, se non è sempre perfetto nella scorrevolezza del ritmo (anche a causa del solito "deviante" doppiaggio), deposita ancora una volta pagine imperdibili di frivola saggezza: da Fred Astaire ai fratelli Marx, dalle confidenze psicanalitiche rubate da un foro nella parete ad una favolistica danza sulle rive della Senna, l'immaginario di Woody Allen e quello del suo pubblico sono sempre più amabilmente in sintonia.

e.l.  La Difesa del Popolo 23/2/97

 

Critica da "Il Mereghetti 2000":

Amena sit-com con canzoni, alla maniera di un musical di quarant'anni fa: molto compiaciuto e in punta di penna, pieno di autocitazioni (la figlia di Joe, DJ [Lyonne] che spia le sedute di analisi di Von, come capitava in "Un'altra donna") e di ammiccamenti. Certo non il migliore Allen degli ultimi anni, troppo snobisticamente newyorkese e ammorbidito nella satira. Anche se il sorriso non manca (la scena nella camera ardente con i fantasmi che ballano), e almeno un paio di numeri musicali (l'ospedale, il balletto finale sulla Senna) sono un omaggio sincero alle coreografie del bel tempo che fu. Canzoni d'epoca eseguite dagli interpreti, con le loro voci spesso stonate. Fotografia di Carlo Di Palma. Allen ha tagliato tutte le sequenze girate con Liv Tyler, Tracey Ullman e Kim Rossi Stuart.

Sali   


Critica di Maurizio Cabona, "Il Giornale", 5/2/97:

Se non fosse di Woody Allen, Tutti dicono I love you sarebbe un filmetto a esclusivo uso degli intellettuali del Greenwich Village newyorkese e l'Italia lo ignorerebbe; invece, filmato dall'ex regista degli spot televisivi della rossa Coop, diventa per definizione opera d'autore. Ma di un autore in declino, il quale ogni anno si ostina a girare una pellicola nuova che però è sempre la stessa.


COMMENTO: Tutti dicono I love you

"Tutti dicono I love you", è uno spumegginate musical "vecchio stile" che sfoggia un cast a tutte stelle (Goldie Hawn, Julia Roberts, Tim Roth, Dre Barrymore) coinvolto in un girotondo amoroso tra Venezia, Parigi e la prediletta New York

Tutti dicono I love youCi sono state volte in cui il grosso cast di un film di Woody Allen sembrava messo insieme in modo "capriccioso", come per voglia di fare qualcosa di insolito ("Ombre e nebbia" è probabilmente l'esempio migliore). Altre volte i film del regista newyorkese potevano apparire come "ossessionati" da presenze fisse (Diane Keaton, Mia Farrow, Michael Murphy, se stesso). Mai, probabilmente, la logica di casting dell'idiosincratico autore è apparsa tanto limpida, libera e felice come in "Tutti dicono I Love You", delizioso affresco musicale che fonde talenti e voci (di cinema) diverse come il jazz che Allen ama tanto. Partiamo, per esempio, dalla scelta di Goldie Hawn, commediante da grosso prodotto commerciale e stereotipo dell'oca bionda, miglia lontana dall'immagine dell'intellettuale che anima la filmografia del regista. Allen sostiene di aver visto solo un suo vecchissimo film ("Fiore di cactus", 1969) e qualcosa a Broadway, ma la Hawn risulta una perfetta "fuori ruolo" nella parte dell'illuminata miliardaria progressista ("liberals da limousine", come li chiamano negli USA) che presiede alla numerosa e rumorosa famiglia attraverso cui il film esplora alti e bassi dell'amore. "È interessante - ha detto il regista, - le attrici che interpretano bionde svampite, come Goldie o Judy Holliday, sono sempre molto intelligenti. E per quello che sono tanto brave in quei ruoli". Se sulla carta Goldie Hawn (che nel film ha dovuto cantare e ballare meno "professionalmente" di quello che potrebbe, per non far sfigurare i colleghi), non era prevedibile nel ruolo della matrona, altrettanto improbabile era Drew Barrymore, ribelle eroina del white trash, incarnazione di memorabili "ragazze perdute", qui trasformata in una soave e dorata principessina da Upper East Side.
«Evidentemente il sangue dei Barrymore non mente - commenta Ed Norton che, in "Tutti dicono I Love You", interpreta il fidanzato wasp di Drew -. Tatuaggi, capelli colorati, orecchini ovunque. Quando ci hanno fatto provare insieme ho pensato che non avrebbe funzionato» ride il giovane attore newyorkese. E sulla Barrymore (unica tra gli attori del film a non usare la sua voce), a dire la verità, prima dell'intervento di make up e costumi, aveva dei dubbi anche il regista: «Volevo una Gwyneth Paltrow - dice - Drew aveva tutte le qualità di chi sarebbe stata felice di fuggire con l'ex galeotto (Tim Roth, n.d.r.) che, invece, nel film doveva rapirla. Ma la sua interpretazione del personaggio era così magica...».
Tutti dicono I love youMentre la scelta di Roth, Julia Roberts (l'amante di Allen), Alan Alda (il patriarca di famiglia) e persino quello dell'ex bambino prodigio ("Witness") Lucas Haas (qui l'imbarazzante figlio neorepubblicano) era in qualche modo "di collaudo", Ed Norton (finora solo in "Schegge di paura", dove era l'insospettabile assassino - ma Woody Allen non aveva visto il film), era, in un certo senso un'altra sorpresa, anche se, dopo "The People vs. Larry Flynt" di Milos Forman (in cui ha la parte di un avvocato) sul suo talento non dovrebbero esserci più dubbi. Ma più di tutto il regista di "Pallottole su Broadway" ha "giocato" affidando il punto di vista del film, e la sua narrazione, a una ragazzina sconosciuta, Natasha Lyonne, giovanissimo (e altrettanto sicuro di sé) scricciolo dai riccioli rossi e la voce un po' roca, fugacemente apparsa in "Tennis la minaccia", "April Fools" e al fianco del grande e "infame" Pee-Wee Hermann nello show per bambini "Pee Wees's Playhouse". Arioso e libero, il cast di "Tutti dicono I Love You" sembra testimoniare come, specialmente a partire da "Mariti e mogli", il cinema di questo regista un tempo talmente ossessionato dalla perfezione da rigirare quasi tutto un film (succese con "Settembre"), si è progressivamente fatto più "libero". I tre attori giovani (Norton, Lyonne e Barrymore) confermano, quando li incontriamo a New York, che i dialoghi di molte scene, specie quelle in cui è coinvolta tutta la famiglia, sono stati, in gran parte, "improvvisati". E' una freschezza che si sente. Profumato delle stagioni di New York, di vecchia Hollywood e di musica "preziosa", "Tutti dicono I Love You" ha effetti esilaranti, un effetto/affetto che potrebbe mettere in discussione il leggendario immaginario "necrotizzato" del newyorkese più famoso del cinema USA.        Giulia D'Agnolo Vallan

 

 


INTERVISTE: Tutti dicono I love you

Sempre più pelle e ossa, ci ascolta attento e minuscolo rincantucciato nel divano. La sua risposta è un espansivo sussurro, non esente da una bonaria ironia. E’ magro magro, anzi Sik Sik – come lo chiamerebbe Eduardo – il delizioso Woody Allen, l’artefice magico che, in “Tutti dicono I Love You”, fa ballare fantasmi e manichini mentre la splendente Goldie Hawn vola per aria, come nemmeno Mary Poppino, sotto un ponte di Parigi, impegnata con lui nel più romantico e, in tutti i sensi, leggero pas de deux visto fin’ora al cinema. Sempre più benestanti e sempre meno nevrotici, i suoi personaggi, anche se lui riesce a sedurre Julia Roberts grazie alla buffa spiata di sua figlia che l’ascolta da un buco nella parete mentre confessa la sua vita alla sua psicoanalista di fiducia.

«La psicanalisi continua a piacermi – ci spiega Allen – è una buona materia che permette alla’utore di descrivere bene le sue creature. Quanto ai ricchi, i personaggi che devono champagne, li ho sempre trovati molto interessanti. Anche perché la gente pensa sempre che siano senza problemi e, invece, non è così. Sono rarissime per tutte le relazioni esenti dal dolore, specie tra uomo e donna».

Il film è allegro, divertente, sembra che ora per lei sia un buon momento.
«Non è detto. A volte io sono l’esatto opposto di ciò che esprime il mio film. Quando ho girato “Misterioso omicidio a Manhattan” ero in un momento tragico, eppure il film era frizzante».

Ha sempre in mente di raccontare le sue traversie con Mia Farrow?
«Non adesso che la tragedia è ancora in atto e i miei figli piccoli, ma di sicuro lo farò proprio perché sappiano».

Ha ancora voglia di comprar casa a Venezia?
«Ogni tanto qualcuno mi telefona a NewYork per dirmi: “Io avrei voglia di decorare il suo palazzo”. E non c’è modo per convincerli che è una leggenda. Ma è sempre molto difficile togliere dalla testa delle persone quello che voglioni credere per forza. Faccio un esempio che riguarda l’aspetto autobiografico presente nei miei film. In quest’ultimo, l’unica cosa che m’appartiene per davvero è l’ambientazione. A New York il passaggio delle stagioni, l’arrivo dell’inverno e della primavera è veramente suggestivo e dà una spinta molto forte al cambiamento d’umore. Non è noioso e invariato come in California».

Tutti dicono I love youLa donna di cui s’innamora è Julia Roberts, nel prossimo film ci sara’ Demi Moore. Le ha preso voglia di star?
«E’ un caso, io scelgo in base all’esigenza del ruolo. Ma non pago molto, così accetta solo chi s’innamora della parte».

Perché ha voluto fare proprio un musical?
«Perché da piccolo li ho amati tanto. Tra i miei preferiti ci sono “Gigi”, “Cantando sotto la pioggia” e “My fair Lady”. Ma la musica, il ballo  e il canto li ho usati solo per dare il massimo risalto all’emozione, non per offrire pezzi di bravura, per questo, facendo il cast, non ho scelto Pavarotti, ma solo attori e ad alcuni neanche ho detto che avrebbero cantato».

E canta anche lei. Questa è la prima volta?
«Sì, e mi scuso, normalmente io canto solo sotto la doccia, come tutti. Ci sono almeno tre teorie su questo fatto: si canta bene sotto la doccia perché il marmo o le piastrelle danno un buon suono; perché l’acqua espelle ioni positivi che inducono a cantare, ma l’ipotesi più probabile è che tra il rumore dell’acqua e il sapone negli occhi non senti e non vedi niente. Quanto a ballare, davvero non ci riesco, in discoteca starei seduto a far battute sarcastiche vedendo gli altri dimenarsi sulla pista, e nel film, sotto il ponte a Parigi, io mi limito ad accompagnare Goldie Hawn. Poi, per quanto riguarda le coreografie, ho sempre tenuto presente la prospettiva dello spettatore: volevo che si vedesse sempre chi danza a figura intera, non sopporto i dettagli, i cambiamenti di prospettiva esasperati».

Parliamo dei fantasmi…
«In tutti i miei film c’è un simbolo di morte. E’ un problema che riguarda tutti. L’unico consiglio che si può dare a questo proposito è: divertiamoci finché siamo vivi».

In Deconstruction Henry, il film che sta terminando, accanto a Demi Moore, Robin Williams e Billy Crystal, lei è un tipo cattivo…
«Il peggior uomo del mondo. Ho fatto di tutto perché a interpretarlo fossero Dustin Hoffman o De Niro, ma non hanno voluto, così è toccato a me. Sarò uno scrittore nevrotico, crudele con le donne, perverso eroticamente. E anche stavolta non riuscirò a convincere nessuno che non sto parlando di me».     

di Marina Pertile

 

INTERVISTA A WOODY ALLEN (2): TUTTI DICONO I LOVE YOU

Woody Allen non finirà mai di stupire. Alla sua filmografia già densa di esperimenti di successo come gli omaggi a Bergman "Interiors" e "Un'altra donna", il decadente "Ombre e nebbia", gli effervescenti "La dea dell'amore" e "Pallottole su Broadway", va aggiunto un musical "Everybody says : I love you".
Anche in questa pellicola, ambientata tra New York, Venezia e Parigi, Allen mostra il segno del suo genio sfruttando al massimo attori che non sono soliti cantare e scelti, invece, con altri criteri di professionalità e capacità artistica.

Mr. Allen, perché girare un musical con attori che non sono dei cantanti professionisti?
«Innanzitutto chiedo scusa per il mio modo di cantare. Tutto quello che volevo era girare un film per persone che non sanno né cantare, né ballare. Per me la cosa importante era creare emozioni e sentimenti. Non mi importava di fare un film con attori dalle voci "meravigliose", ma incapaci di creare un vero feeling con lo spettatore. Mi diverto molto di più a sentire gente che "gorgheggia" sovrappensiero per la strada o in macchina, piuttosto che cantanti allenati a fare il loro lavoro nella maniera migliore possibile.
Volevo fare un film con ottimi attori ed attrici, che, però, potevano cantare più o meno bene. Io stesso mi includo nella categoria di persone che non sono assolutamente intonate. Quando ho ingaggiato il cast non ho detto a nessuno che si sarebbe trattato di un musical. Volevo solo dei buoni attori. Goldie Hawn, per esempio, ha una voce bellissima, ma io non l'ho scelta per questo... Quando ci siamo incontrati, molti mi hanno detto:
"Ehi Woody, ma io non so cantare., io non ho mai cantato". Io ho risposto loro: "Beh, ragazzi, nemmeno io l'ho mai fatto... Proviamoci"».

Che tipo di problemi ha avuto nel girare un film musicale?
«Nessun problema veramente rilevante. L'unica cosa che volevo era rendere veramente bene le scene del ballo per qualunque spettatore seduto in qualsiasi posto al cinema. Non volevo ci si perdesse sui particolari o ci fossero degli angoli morti. E' una cosa di cui mi preoccupo spesso quando vado a vedere le partite di pallacanestro. C'è stato solo qualche problema di inquadratura».

Lei canta spesso?
«Sì, ma solo quando sono a casa sotto la doccia».

Le piacerebbe cantare più spesso in pubblico, facendo, magari una tournée come l'anno scorso con la sua banda di jazz?
«Certo, ma solo se mi permettessero di portarmi con me la doccia. Io potrei cantare in tutti i più grandi teatri del mondo con la mia doccia oppure con una doccia portatile».

Tutti dicono I love youConsidera la doccia come una coperta di Linus, oppure c'è qualche altra ragione?
«No, no c'è qualcosa di molto più serio: io non so perché, ma tutte le persone del mondo cantano bene sotto la doccia. In tal proposito ho delle teorie: la prima è che il marmo dei bagni rifletta bene il suono migliorandolo, la seconda è che gli ioni positivi dell'acqua operino su di noi una specie di miracolo oppure ancora che il forte rumore dell'acqua copra la voce a tal punto da non farci capire quanto siamo stonati. Personalmente, però, non credo a nessuna di queste teorie».

In questo film, però, lei non balla...
«No, io tengo Goldie Hawn e lei balla, mentre la guardo. Il mio rapporto con la danza è assai travagliato. Non so ballare, non ho mai ballato e da quando una volta fui trascinato da una ragazza in discoteca ho deciso che non l'avrei mai fatto».

Kim Rossi Stuart si è assai dispiaciuto che la sua parte nel film sia stata tagliata...
«Quando sono tornato a New York per montare la pellicola mi sono accorto che nella sua versione finale il film durava due ore e quarantacinque minuti. Così ho dovuto tagliare molte scene tra cui quella di Kim Rossi Stuart con mia figlia davanti al teatro La Fenice. Era una cosa molto logica e molto giusta per seguire il filo narrativo della sceneggiatura. Gli attori sono le persone più insicure del mondo e, quando accadono queste cose, pensano sempre sia stata colpa loro. In realtà non è mai così, perché la colpa, se di colpa si deve parlare è semmai di chi scrive la sceneggiatura, in questo caso, io. Troppo spesso, infatti, gli sceneggiatori scrivono in maniera molto abile e molto serrata. Quando questo capita, il montaggio diventa più difficile dovendo tenere d'occhio il tempo. Non è la prima volta che mi capita una cosa del genere, e quando è successo ho sempre riutilizzato, in seguito, quegli attori di cui avevo tagliato la parte nel film precedente».

Lei ha sempre teso ad alternare film allegri a pellicole con storie tristi. I suoi ultimi quattro film sono molto divertenti e spensierati. Questo significa che è un momento felice della sua vita?
«No, è solo una coincidenza. Quando ho girato "Misterioso omicidio a Manhattan" qualche anno fa, ero appena venuto fuori dal periodo più nero della mia vita privata. Io sono felice in questo momento, ma il mio prossimo film potrebbe essere una tragedia. Dipende da quale sarà la prossima idea che mi colpirà quando sarò sotto la doccia».

Lei è stato accusato di occuparsi un po' troppo nelle sue pellicole dei problemi della borghesia bianca newyorkese. Trova fondata questa critica?
«Se è per questo la comunità ebraica mi accusa di parlare male degli ebrei e quella di colore stigmatizza il fatto che io non inserisco mai attori neri nelle mie pellicole... Io abito in una città ed in un certo ambiente ricco. Quello che mi diverte è raccontare quello che vedo. Tutti pensano che "i ricchi" non abbiano problemi, quando, invece, in ogni mio film dimostro come le persone abbienti hanno i problemi di tutti quando vengono a scontrarsi con le questioni di cuore o psicologiche».

Woody al lavoro sul set di 'Tutti dicono I love you'
Woody al lavoro sul set di "Tutti dicono I love you"


Il film è girato tra New York, Parigi e Venezia. Che cosa unisce, ai suoi occhi, queste tre città così differenti tra loro?
«Adoro la città, non mi piace la campagna. Fuori da New York ci sono solo due città al mondo dove mi sento a casa: una è Venezia, l'altra è Parigi. Sono venuto a Venezia per la prima volta a cinquant'anni e prima di arrivare, mentre stavo sull'aereo, ero preso dalle angosce: non mi piaceva molto l'idea di dovere andare in giro con una gondola oppure su una barca. Quando, però, mi sono trovato per la prima volta a solcare la laguna, il tempo melanconico, le emozioni del paesaggio, la gioia irrazionale che mi derivava dall'esserci me l'hanno fatta amare. So che è pazzesco, ma per qualche motivo che non so spiegare New York, Parigi e Venezia hanno per me un denominatore comune che me le fa sentire molto vicine. Io ho girato tutto il mondo e tutta l'Europa. Queste tre città, nel mio cuore, non hanno uguali».

Lascerebbe mai New York?
«Sebbene New York sia peggiorata moltissimo negli ultimi trenta anni, io la trovo la ancora la più grande ed importante metropoli del mondo. Non ho motivi per farlo. Se lo dovessi fare non c'è dubbio che sceglierei di vivere tra Parigi e Venezia».

 

 

E' morto Carlo Di Palma, mago della fotografia
 
Carlo Di Palma, grande direttore della fotografia noto in tutto il mondo, è morto oggi nella sua casa romana. Aveva 79 anni ed era malato da tempo.

Aveva lavorato con i più grandi registi italiani: da Rossellini a Petri, Germi, Monicelli, Scola, Bertolucci e soprattutto Michelangelo Antonioni con cui aveva realizzato 'Blow up', 'Deserto rosso' e 'Identificazione di una donna'.

In America era stato l' 'occhio' cinematografico di Woody Allen per ben 18 anni in film memorabili come 'Hannah e le sue sorelle', 'Pallottole su Broadway' e 'Tutti dicono I love you'.

Di Palma era stato anche regista di tre film interpretati da Monica Vitti: 'Teresa la ladra', 'Qui comincia l'avventura' e 'Mimì Bluette... fiore del mio giardino'.

  09-07-2004

 

Carlo Di Palma, il necrologio italiano di Woody Allen
 
"Questo è un giorno molto triste. Carlo era uno dei grandi artisti del cinema ed era anche per me un amico intimo e una persona meravigliosa. Il suo lavoro sarà apprezzato e studiato per sempre".

Con poche e commosse parole Woody Allen commenta a Londra, dove sta girando un nuovo film, la morte di Carlo Di Palma, con cui lavorò per oltre un decennio. E´ tanta l´amicizia che lo lega a Di Palma che decide di dettare un necrologio al giornale italiano che lo interpella. Lo fa, come suo costume, con la discrezione che lo caratterizza, decidendo di firmarlo a nome della sorella Letty Aronson (il vero nome dell´artista è Allen Königsberg).

Dice: "Provo un grande dolore per la scomparsa di un caro e dolce amico. Carlo non era solo un genio creativo ma anche una persona meravigliosa, Le mie condoglianze alla sua amata moglie Adriana".

  10-07-2004

 


CREDITI COMPLETI: Tutti dicono I love you

Directed by
Woody Allen

Writing credits
Woody Allen

Cast (in credits order):
Edward Norton .... Holden Spence
Drew Barrymore .... Schuyler Dandridge
Diva Gray .... Nanny
Ami Almendral .... Nanny
Madeline Balmaceda .... Nanny
Vivian Cherry .... Nurse
Tommie Baxter .... Old Woman
Jeff DeRocker .... Homeless Man (as Jeff Derocker)
Cherylyn Jones .... Mannequin
Tina Paul .... Mannequin/Harry Winston Dancer
Vikki Schnurr .... Mannequin
Natasha Lyonne .... D.J. Dandridge
Kevin Hagan .... Doorman
Alan Alda .... Bob Dandridge
Gaby Hoffmann .... Lane Dandridge
Natalie Portman .... Laura Dandridge
Lukas Haas .... Scott Dandridge
Trude Klein .... Frieda
Goldie Hawn .... Steffi Dandridge
Itzhak Perlman .... Himself
Navah Perlman .... Pianist
Barbara Hollander .... Claire
John Griffin (III) .... Jeffrey Vandermost
Julia Roberts .... Von
Waltrudis Buck .... Psychiatrist
Patrick Cranshaw .... Grandpa
Isiah Whitlock Jr. .... Cop (as Isiah Whitlock)
Woody Allen .... Joe Berlin
Edward Hibbert .... Harry Winston Salesman
Kevin Bogue .... Harry Winston Dancer
Colleen Dunn (II) .... Harry Winston Dancer
Pamela Everett .... Harry Winston Dancer
Susan Misner .... Harry Winston Dancer
Gregory Mitchell .... Harry Winston Dancer
Dana Moore .... Harry Winston Dancer
Troy Myers (II) .... Harry Winston Dancer
Joe Orrach .... Harry Winston Dancer
Michael O'Steen .... Harry Winston Dancer
Luis Martin Perez .... Harry Winston Dancer/Hospital Dancer/Ghost Dancer/Groucho Party Dancer
Krissy Richmond .... Harry Winston Dancer
Frederick Rolf .... Le Cirque Waiter
Timothy Jerome .... X-ray Room Doctor
Daisy Prince .... Nurse
Linda Maurel-Sithole .... Nurse
Helen Miles (II) .... Nurse/Helen Miles singer
Arlene Martel (II) .... Nurse/Helen Miles Singer (as Arlene Martell)
Rene Ceballos .... Hospital Dancer (as René Ceballos)
Ruth Gottschall .... Hospital Dancer
Colton Green .... Hospital Dancer
Lisa LeGuillou .... Hospital Dancer (as Lisa Leguillou)
Joe Locarro .... Hospital Dancer
Monica McSwain .... Hospital Dancer
Jill Nicklaus .... Hospital Dancer
Andrew Pacho .... Hospital Dancer
John Selya .... Hospital Dancer
Myra Lucretia Taylor .... Hospital Dancer
Jo Telford .... Hospital Dancer
Paolo Seganti .... DJ's Venice Date
Andrea Piedimonte .... Alberto
Robert Knepper .... Greg
Billy Crudup .... Ken
Robert Khakh .... Cab Driver
Tim Roth .... Charles Ferry
Scotty Bloch .... Lynn Spence, Holden's Mother
David Ogden Stiers .... Arnold Spence, Holden's Father
Gerry Burkhardt .... Ghost Dancer
Eileen Casey .... Ghost Dancer
Shelley Frankel .... Ghost Dancer
Fred Mann III .... Ghost Dancer (as Fred C. Mann III)
Kathy Sanson .... Ghost Dancer
Valda Setterfield .... Ghost Dancer
Frank Pietri .... Ghost Dancer
Robert Walker (IX) .... Rapper
Devalle Hayes .... Rapper
Damon McCloud .... Rapper
Tony Sirico .... Escaped Convict
Ray Garvey .... Escaped Convict
Tommy John (II) .... Trick-or-Treat Child
Lindsy Canuel .... Trick-or-Treat Child
Richard Cummings (III) .... Trick-or-Treat Child
Kristen Pettet .... Trick-or-Treat Child
Patrick Lavery .... Trick-or-Treat Child
Christy Romano .... Trick-or-Treat Child
Jonathan Giordano .... Trick-or-Treat Child
Gabriel Millman .... Trick-or-Treat Child
Ed Hodson .... Scott's Doctor
Michel Moinot .... Bob's Doctor
Don Correia .... Groucho Party Dancer
Sean Grant .... Groucho Party Dancer
Roland Hayes .... Groucho Party Dancer
Darren Lee .... Groucho Party Dancer
Delphine T. Mantz .... Groucho Party Dancer
Joanne McHugh .... Groucho Party Dancer
John Mineo .... Groucho Party Dancer
Cynthia Onrubia .... Groucho Party Dancer
Willie Rosario .... Groucho Party Dancer
Nancy Ticotin .... Groucho Party Dancer
Jerome Vivona .... Groucho Party Dancer
Emily Bindiger .... Helen Miles singer
Cindy Cobitt .... Helen Miles singer
Al Dana .... Helen Miles singer
Kevin DeSimone .... Helen Miles singer
Paul Evans (III) .... Helen Miles singer
Chrissy Faith .... Helen Miles singer
Jeff Lyons (II) .... Helen Miles singer
Michael Mark (III) .... Helen Miles singer
Jenna Miles .... Helen Miles singer
Robert Ragaini .... Helen Miles singer
Lenny Roberts .... Helen Miles singer
Annette Sanders .... Helen Miles singer
Terry Textor .... Helen Miles singer
Vanéese Y. Thomas .... Helen Miles singer (as Vaneese Thomas)
Ashley H. Wilkinson .... Helen Miles singer
rest of cast listed alphabetically

Chris Cardona .... Italy Dinner Guest (uncredited)
Lisa Cassidy .... Cigar Girl (uncredited)
Olivia Hayman .... Skylar (singing voice) (uncredited)

Produced by
Letty Aronson .... co-executive producer
J.E. Beaucaire .... executive producer
Jean Doumanian .... executive producer
Robert Greenhut (I) .... producer
Charles H. Joffe .... co-executive producer
Helen Robin .... co-producer
Jack Rollins (II) .... co-executive producer

Original Music by Dick Hyman

Non-Original Music by
James Campbell (V) (song "If I Had You")
Connelly (song "If I Had You")
Gus Kahn (song "I'm Thru With Love")
Gus Kahn (song "Makin' Whoopee")
Gus Kahn (song "My Baby Just Care for Me")
Bert Kalmar (song "Everyone Says I Love You")
Bert Kalmar (song "Hooray for Captain Spaulding")
Raymond Klages (opening song "Just You, Just Me")
Matty Malneck (song "I'm Thru With Love")
Cole Porter (song "Looking At You")
Harry Ruby (song "Everyone Says I Love You")
Harry Ruby (song "Hooray for Captain Spaulding")
Ted Shapiro (IV) (song "If I Had You")
Harry M. Woods (song "What a Little Moonlight Can Do")

Cinematography by Carlo Di Palma (as Carlo DiPalma)

Film Editing by Susan E. Morse

Casting by Juliet Taylor

Production Design by Santo Loquasto

Art Direction by Tom Warren (I)

Set Decoration by Elaine O'Donnell

Costume Design by Jeffrey Kurland

Makeup Department
Cristiana Bertini .... additional makeup artist: Venice
Fern Buchner .... makeup artist
Vincenzo Cavicchi .... additional hair stylist: Venice
Romaine Greene .... hair stylist
Werner Sherer .... hair stylist
Rosemary Zurlo .... makeup artist (as Rosemarie Zurlo)

Production Management
Enrico Ballarin .... unit manager: Venice
Lucia Connelli .... production supervisor: Venice
Patrick Gordon (II) .... unit manager: Paris
Helen Robin .... production manager
Michele Virglio .... production supervisor: Venice
Suzanne Wiesenfeld .... production supervisor: Paris

Second Unit Director or Assistant Director
Jerome Borenstein .... assistant director: Paris
Genka Emili .... assistant director: Venice
Amy Lynn (I) .... second assistant director
Richard Patrick (I) .... first assistant director
Michael G. Smith (I) .... dga trainee (as Michael Smith)

Art Department
Flavio Bertini .... assistant property master: Venice
Robert DiGrigoli .... head carpenter
Daniel K. Grosso .... set dresser
Edward T. Kerwick .... chief construction grip (as Eddie Kerwick)
Bruno Lefebvre .... assistant property master: Paris
Glenn Lloyd .... art department coordinator
Ron Petagna .... construction coordinator
Francois Philippi .... assistant property master: Paris
Gilles Piéri .... scenic artist: Paris (as Gilles Pieri)
Cliff Schorr .... stand-by scenic artist
Cynthia Sleiter .... art director: Paris (as Cinzia Sleiter)
Cynthia Sleiter .... art director: Venice (as Cinzia Sleiter)
James Sorice .... master scenic artist
Ron Stone (II) .... property master

Sound Department
Gary Alper .... production sound mixer
Antonio Barba .... assistant soundman: Venice
Kam Chan .... foley editor
Benjamin Cheah .... assistant sound editor (as Ben Cheah)
Samuel Cohen (I) .... assistant soundman: Paris
Bertrand Come .... assistant soundman: Paris
Marko A. Costanzo .... foley artist (as Marko Costanzo)
Lee Dichter .... sound re-recording mixer
Dan Evans Farkas .... assistant sound editor
Robert Hein (I) .... supervising sound editor (as Bob Hein)
Bradford L. Hohle .... stereo sound consultant: Dolby
Donovan Howard .... apprentice sound editor
Frank Kern .... foley editor
Janice Keuhnelian .... foley editor
Walt Levinsky .... music recording supervisor (as Walter Levinsky)
Sylvia Menno .... dialogue editor
Bruce Pross .... foley supervisor
Kira Smith .... sound recordist
Micah Solomon .... boom operator
Steven Visscher .... foley editor (as Steve Visscher)
Roy B. Yokelson .... music recording engineer

Special Effects by
Connie Brink .... special effects coordinator

Visual Effects by
Randall Balsmeyer .... visual effects supervisor
Mark Hardin .... motion control supervisor
Lawrence Huang .... digital animator
Lawrence Huang .... digital compositor
Kathy Kelehan .... visual effects producer
William Kruzykowski .... visual effects coordinator
Daniel Leung .... digital compositing supervisor
Jeff Linnell .... digital animator
Jeff Linnell .... digital compositor
Marco Maldonado .... motion control operator
Matt McDonald .... digital animator
Matt McDonald .... digital compositor
Eric Rochow .... motion control operator

Stunts
Bill Anagnos .... stunt coordinator
Vic Bucossi .... stunts
Roy Farfel .... stunt coordinator

Other crew
Ethel Abelson .... musician: violin
Gloria Agostini .... musician: harp
Anahid Ajemian .... musician: violin
Lamar Alsop .... musician: violin
Luisa Amendola .... production staff: Venice
Dennis Anderson (I) .... musician: reeds
Roxane Andreani .... production staff: Paris
Seymour Barab .... musician: cello
Julien Barber .... musician: viola (as Julian Barber)
David E. Baron .... second assistant camera (as Dave Baron)
Pierre Barougier .... assistant camera: Paris
Dan Barrett (II) .... musician: trombone
John Beal (III) .... musician: string bass
Raymond Beckenstein .... musician: reeds (as Ray Beckenstein)
Vincent Bell (II) .... musician: guitar and banjo
Carla Belliato .... wardrobe assistant: Venice
Alex Belth .... apprentice editor (as Alexandre Belth)
Xavier-David Benkemoun .... production staff: Paris
Michael Bermingham .... studio manager
Kent Blocher .... assistant film editor
Kent Blocher .... music assistant
André Bouladoux .... key grip: Paris (as Andre Bouladoux)
Atticus Brady .... production assistant
Francis Brady .... best boy electric (as Francis 'Barney' Brady)
Caryn Briskin .... musician: viola
Eugene Briskin .... musician: cello
Ronald Burke (I) .... best boy grip
Laura Cappato .... production staff: Venice
Dave Carey (III) .... musician: percussion
Salvatore Carino .... assistant production auditor
Domenico Cavaliere .... gaffer: Venice
Matteo Ceccarelli .... assistant camera: Venice
Kay Chapin .... script supervisor
James Chirrilo .... musician: guitar and banjo
John Clifford (III) .... still photographer
Alexander Cohen .... location assistant
Harold Coletta .... musician: viola
Sid Cooper .... musician: reeds
Dominic Cortese .... musician: accordion
Philip Crowder .... harness: DaVE
Graciela Daniele .... choreographer
Luca DeAngeles .... production staff: Venice
Paula DeCarvalho .... production staff: Venice
Cathrine Dian .... wardrobe assistant: Venice (as Catherine Boyse Dian)
Drew Dillard .... location manager
Peter Dimitriades .... musician: violin
Steve Dinkes .... craft service
Glen Drewes .... musician: trumpet
Sophie Drouin .... administrator: Paris
Cathy Dutheil .... production secretary: Paris
Peter Ecklund .... musician: trumpet
Lisa Emerson .... costume assistant
Sue Evans .... musician: percussion
Larry Farrell .... musician: trombone
Brian Fass .... camera trainee
Paul Faulise .... musician: trombone
Lawrence Feldman .... musician: reeds
Alex Fernández (II) .... production assistant (as Alexandra Fernández)
Barry Finclair .... musician: violin
Susan Follari .... musician: viola
Daniela Foà .... extras casting: Venice (as Daniela Foa)
John Frosk .... musician: trumpet
Winterton Garvey .... musician: violin
Maura Giannini .... musician: violin
Lauren Gibson .... assistant: Mr. Allen
Dori Golod .... assistant production coordinator
Jon Gordon (IV) .... musician: reeds
Peter Gordon (IV) .... musician: French horn
Pierre Gralhon .... location manager: Paris
Michael Green (II) .... first assistant camera
Joel Helleny .... musician: trombone
Richard Hendrickson (I) .... musician: violin
Loris Holland .... musician: synthesizer
Jerry Holway .... operator: Skyman
Alva Hunt .... musician: reeds
Dick Hyman .... additional lyricist
Dick Hyman .... conductor
Dick Hyman .... music arranger
Dick Hyman .... musician: piano and celeste
Regis Iandiorio .... musician: violin
Paul Ingraham .... musician: French horn
Jack Jennings (II) .... musician: percussion
Wally Kane .... musician: reeds
Gilles Kenny .... production staff: Paris
Patricia Kerrigan DiCerto .... casting associate (as Patricia Kerrigan)
Janice Keuhnelian .... assistant film editor
Kathryn Kienke .... musician: violin
Olivia Koppell .... musician: viola
Scott Kordish .... production coordinator
William Kruzykowski .... assistant film editor
Stan Kurtis .... musician: mandolin and violin
Jean-Pierre Lacroix .... gaffer: Paris
Jean-Claude LeBras .... gaffer: Paris (as Jean-Claude Lebras)
Jack Lesberg .... musician: string bass
Daniel Leung .... animation supervisor
Jesse Levine .... musician: viola
Jesse Levy .... musician: cello
Olivier Lhoste .... location manager: Paris
Charles Libove .... musician: violin
Fud Livingston .... lyricist: "I'm Thru With Love"
Richard Locker .... musician: cello
John A. Machione .... production auditor
Carmel Malin .... musician coordinator
Carmel Malin .... musician: violin
Rick Marroquin .... grip: Skyman
Arlene Martel (II) .... vocal coach (as Arlene Martell)
Colette Martin .... production assistant: Paris
George Masso .... musician: trombone
Suzanne McCabe .... assistant costume designer
Harold 'Whitey' McEvoy .... transportation captain (as Harold McEvoy)
Eric Mendelsohn .... costume assistant (as Eric Richard Mendelsohn)
Jill Meyers (I) .... music clearances
Helen Miles (II) .... vocal coordinator
Dick Mingalone .... camera operator
Sharon Moe .... musician: French horn
Susan E. Morse .... music production supervisor
Eugene J. Moye .... musician: cello (as Eugene Moye Jr.)
Ted Nash (I) .... musician: reeds
Jennifer L. Pearlman .... production assistant (as Jennifer Pearlman)
Luis Martin Perez .... assistant: Ms. Daniele
Jacqueline Perpere .... extras casting: Paris
John Pintavalle .... musician: violin
Tony Posk .... musician: violin (as Anthony Posk)
Michael Proscia Jr. .... gaffer
Jim Pugh .... musician: trombone
Matthew Raimondi .... musician: violin
Mike Renzi .... musician: piano and celeste
Alvin Rogers .... musician: violin
Willie Rosario .... assistant: Ms. Daniele
Tom Ross (I) .... location scout (as Thomas Ross)
Randy Sandke .... musician: trumpet
James Saporito .... musician: percussion
Philip Schulz .... production assistant
Myriam Segall .... production staff: Paris
Roger Shell .... musician: cello
Fred Sherry (I) .... musician: cello
Julie Signitzer .... musician: violin
Derek Smith (II) .... musician: piano and celeste
Peter Soldo .... production assistant
Ted Sommer .... musician: drums
Melissa Stanton .... wardrobe supervisor
Byron Stripling .... musician: trumpet
Gerald Tarack .... musician: violin
Peter Tavis (II) .... transportation captain
Chap Taylor .... production assistant
Donna Tecco .... musician: violin
Mario Tessarin .... key grip: Venice
Heidi Topper .... location scout
Ronald Traxler .... musician: drums
Carl Turnquest Jr. .... projectionist
Anna Maria Vigano .... administrator: Venice
Nicola Vitale .... production assistant
Alexander Vselensky .... musician: violin
Yuval Waldman .... musician: violin
Robert Ward (IV) .... key grip (as Bob Ward)
John Wassel .... grip: Skyman
Frank Wess .... musician: reeds
Peter White (VIII) .... wardrobe supervisor
Blanche Wiesenfeld .... production coordinator: Paris
Joe Wilder .... musician: trumpet
Gilbert S. Williams .... studio manager (as Gilbert S. Williams Jr.)
Chuck Wilson (II) .... musician: reeds
Dale Paul Woodiel Jr. .... musician: violin
Felix Wurman .... musician: cello
Masako Yanagita .... musician: violin
Tom Yeager (III) .... location scout (as Thomas Yeager)
Frederic Zlotkin .... musician: cello (as Frederick Zlotkin)
Jeff Bergman .... singing voice: Alan Alda (foreign releases only) (uncredited)
Chris Hammond (I) .... electrician (uncredited)
Eric Kopeloff .... assistant: Ms. Morse (uncredited)
Jean-Philippe Marier .... grip: Paris (uncredited)
John Mingalone .... production assistant (uncredited)
Paolo Rosada .... production assistant (uncredited)
V. Renee Taylor .... mix assistant (uncredited)
Heidi Topper .... assistant location manager (uncredited)
Joseph Zolfo .... assistant location manager (uncredited)